Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: GLI ONESTI DELLA BANDA della Compagnia Nest al Teatro India

Martedì, 12 Febbraio 2019

Abbiamo visto GLI ONESTI DELLA BANDA liberamente tratto dalla sceneggiatura de La Banda degli Onesti di Age e Scarpelli, riscritto da Diego De Silva e Giuseppe Miale Di Mauro.

Con Ivan Castiglione, Maria Chiara Centorami, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Luana Pantaleo, Anna Stabile, e con la partecipazione di Ernesto Mahieux.

Per gli amanti dei dettagli lo spettacolo inizia entrando, prima ancora di sedersi in poltrona. Mi riferisco a quelli che notano ogni particolare che non a caso viene sistemato in scena per descrivere e per fare cadere lo spettatore in quel mondo preciso che gli verrà raccontato. Quando il pubblico ha varcato lo sportello della sala B del teatro India si è trovato di fronte a due grandi gabbiotti abitabili che hanno offerto la possibilità di vedere oltre le maglie in ferro le ulteriori postazioni che avrebbero occupato gli attori durante la messinscena, quando sarebbero stati in attesa della successiva entrata in proscenio e, scopriremo,  anche oltre la quarta parete.

Sfondare la quarta parete o restare immobili, a vista, in angoli remoti, più scuri e non insonorizzati, del palcoscenico è una capacità che non tutti gli attori hanno. E scoprirò che la Compagnia Nest, ha superato a pieni voti questa nota registica che mi è parsa notevole.

La pièce è diretta da Giuseppe Miale Di Mauro, in modo convincente, disciplinato ma non per questo priva di calore, simpatia, e intelligenza.

Gli attori, tutti molto bravi, sono stati in grado di seguire il loro regista offrendoci uno spettacolo piacevolissimo e divertentissimo.

La scenografia di Luigi Ferrigno, da sola è responsabile di una grande aspettativa. Bella che non poteva essere solo il contenitore di "poca roba"

Infatti il pubblico è uscito pieno di quella pienezza che solo le cose fatte bene possono darti.

GLI ONESTI DELLA BANDA tratta un tema purtroppo attuale: come sbarcare il lunario restando, appunto, onesti. 

Chi non ha mai pensato a quanto sarebbe risolutivo stamparsi i soldi, quei maledetti soldi, necessari a campare? Che vivere poi è un'altra cosa come uno dei protagonisti tenta di scrivere in quel "sogno nel cassetto" che è il suo romanzo filosofico e psicologico.

Uno spettacolo  questo che consiglio a tutti. Vi ho trovato pulizia. Nessuna sbavatura interpretativa nel diverso carattere dei personaggi disegnati con i tratti precisi di una matita appuntita. 

Quel taglio di luce che ha accompagnato gli attori nel retropalco che andava a morire in lontananza... stupendo. 

Le luci di Luigi Biondi e Giuseppe Di Lorenzo hanno dato all'intero allestimento un atmosfera retrò affascinante e persistente. 

Le musica originali di Mariano Bellopede hanno  circoscritto sentimenti tangibili ed evocativi. 

Giovanna Napolitano ha vestito con cura e con  tocco vagamente steampunk gli attori che ben si intonava con gli imponenti gabbiotti in ferro.

Bravi, bravi, bravi.

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Autore

YARRO

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