Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: IL SOGNO DI NIETZSCHE al Teatro Stanze Segrete

Sabato, 09 Febbraio 2019

Il Sogno di Nietzsche viene rappresentato al Teatro Stanze Segrete da tre anni. Con quest’ottima premessa siamo andati a vedere questo spettacolo che potrebbe spaventare molti per i contenuti filosofici sui quali ci si aspetta di dover essere preparati.  Ne siamo usciti avendo assistito ad una piacevole bella lezione di teatro più che di filosofia, di cui ci sono accenni, ed arricchiti da tante domande, come è giusto che il buon teatro faccia.

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Ennio Coltorti, che interpreta con costante veridicità il filosofo Friedrick Nietzsche, ha preso in mano il testo di Maricla Boggio e lo ha calato negli spazi angusti ma sorprendenti del Teatro Stanze Segrete, il solotto teatrale di Trastevere voluto da Aurora Cafagna nel 1992 ed attualmente diretto dallo stesso Coltorti e da sua moglie Adriana Ortolani.

Il piccolissimo teatro dispone il poco pubblico possibile arricchendo le visuali con specchi collocati ad arte per cogliere scorci espressivi inusuali in modo efficace ed ha un sistema di luci adeguato tanto da riuscire a isolare angoli e nicchie rendendoli lontani pur essendo attaccati alle poltrone degli spettatori.

Entrando abbiamo respirato, già solo per questa cura, l’amore per un teatro in cui la voglia di comunicare e l’amore del bello prevale sugli interessi di botteghino. L’attenzione ai dettagli della scenografia lo conferma: sedie e tavolini d’epoca, calamai, penne, libri antichi ci accolgono nell’Ottocento.

La storia viene introdotta dallo stesso Nietzche presentandoci in nicchie velate ed incorniciate i personaggi che lo accompagneranno nella sua vita in particolare nel periodo in cui scrisse ‘Così parlò Zarathustra’: Paul Rée filosofo suo amico, interpretato da Jesus Emiliano Coltorti, figlio di Ennio, e Lou Salomè, una colta ventunenne russa appassionata di psicoanalisi e filosofia, interpretata da Adriana Ortolani.

Pur essendo i dialoghi e le parti ben bilanciati tra i tre personaggi, ai nostri occhi la protagonista della storia appare essere Lou Salomè. La giovane è così intelligente, bella, dalla personalità magnetica, da attrarre e tenere legati a sé uomini del calibro di Nietzsche: è lei il suo Sogno. Lei farà innamorare entrambe gli uomini rifiutando la proposta di matrimonio di Friedrick e l’amore poi sublimato in profonda rispettosa amicizia di Paul. 

Questa donna forte, oggi diremmo una femminista, ha i suoi obiettivi: andare verso la sua libera realizzazione come individuo. La sua passionalità si riversa completamente nella sfera intellettuale. Con i due uomini realizza un triangolo finalizzato allo studio tanto da voler convivere con loro a dispetto delle convenzioni e della morale del tempo, triangolo che però si rivela pervaso da pulsioni sessuali profonde. Innovatrice e creatrice di una nuova forma di individualità, intraprendente, coraggiosa, e con fiducia nelle sue possibilità, appare lei essere la SuperDonna che Nietzsche ammirava.

E’ tanto forte, quanto appaiono fragili i due uomini innamorati in preda a deliri di gelosia, sentimentalismi, sofferenze. Le sfaccettature più variegate delle loro emozioni permettono ai due attori una prova attoriale intensa, molto apprezzata. Di Ennio ho ammirato la esperta concentrazione sul personaggio, di Emiliano il controllo del corpo salendo le scale e la mimica facciale. Bravissimi.

La regia di luci e musiche ha sottolineato i passaggi con armonia regalandoci un atto unico scorrevole e piacevole che non ambisce ad addentrarsi nei tanti temi affrontati nell’opera del filosofo, ma che provoca curiosità per approfondimenti successivi.

 

IL SOGNO DI NIETZSCHE

di Maricla Boggio
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti, Adriana Ortolani
allestimento scenico Ennio Coltorti
costumi Rita Forzano
selezione musicale Sergio Pietro
aiuto regia Matteo Fasanella
produzione T.T.R. di Tato Russo

Teatro Stanze Segrete, Roma
29 gennaio-10 febbraio 2019

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