Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: IL CORPO PERFETTO al Teatro Brancaccino

Venerdì, 01 Febbraio 2019

Il Brancaccino è un teatro piccolo e raccolto, ideale per la presentazione di un brillante monologo, che riporta alla ricerca intimistica dell’equilibrio, dopo un percorso personale fatto di approfondimenti, osservazioni, messe in discussione degli stessi aspetti che fungono, a volte, da cardine nella vita di ognuno di noi.

Lo spunto per poterne parlare l’autrice lo trova attraverso un aspetto molto discusso in questi ultimi anni, che raccoglie l’interesse di tutti, accende gli animi, inevitabilmente, e invita allo schieramento verso un regime o l’altro: quello alimentare; alimentazione dalle molteplici sfaccettature e aspetti, che in un concetto assolutistico di salute, è rappresentato da colei che, insegnando agli altri le basi di corretta alimentazione, rimane intrappolata, ella stessa, in un meccanismo perverso e devastante, alla ricerca di una perfezione assoluta, perfezione che si riflette poi nell’esteriorità, nella rincorsa affannosa dell’impeccabilità del fisico e dell’immagine, con conseguente illusione di immortalità, di conservazione di se stessi, nel tempo.

Questo spettacolo è un tiro alla fune tra il desiderio di perfezione, privativo e sacrificante nelle scelte alimentari , e il lassismo godereccio alimentare, dannoso e dissacrante; è un tiro alla fune tra il tentativo di salvare l’aspetto, a tutti i costi, per rappresentare nella società odierna il ruolo di persona come riferimento, ma terribilmente asettica e la ribellione di presentarsi per come si è, con le proprie fragilità, invidie, picchi di rabbia, manifestando una tale umanità, in tutte queste imperfezioni, da rendere lo spettatore più identificabile nella tenerezza dei propri errori, che nella perfezione degli orrori.

La protagonista assoluta di questo spettacolo, ha un modo camaleontico di portare le redini di quel cavallo pazzo, che altro non è che la nostra ricerca verso l’accomodazione, che il passare degli anni dona, verso un concetto di equilibrio, dove si incontrano a metà strada il desiderio di mantenersi in forma, le aspettative della società e la voce intimistica di se stessi, dei propri desideri, indiscutibili proprio per questo.

In queste rappresentazioni diversificate, dove la voce cambia in continuazione i suoi colori, e la gestualità del corpo ne enfatizza gli accenti, l’impressionante bravura di Lavinia Savignoni attraversa con maestria le diverse sfaccettature degli stati d’animo e trapassa gli occhi dello spettatore, dall’ilarità suscitata dai successi, alla dissacrante esasperazione del sé attraverso le vetrine dei social, alla disperazione, ai sentimenti di rabbia e di ribellione, terminando con una pacatezza tipica, di chi ha saputo prendere il meglio dal proprio vissuto e da quello altrui.

Da vedere.    

 

Simona Melamangio Paolucci

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Redazione

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