Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: LA BALLATA DEI BABBALUCI al Teatro Studio 'Eleonora Duse'

Giovedì, 31 Gennaio 2019

ABBIAMO VISTO: LA BALLATA DEI BABBALUCI - ovvero il viaggio mancato di un uomo in vasca



Drammaturgia e regia Marco Fasciana
con Tommaso Capodanno, Luca Carbone, Maziar Firouzi, Giuseppe Lo Piccolo, Ada Nisticò.
Supervisione alla drammaturgia Ugo Chiti
Scene Massimo Troncanetti
Disegno luci Pasquale Mari
Costumi Manuela Stucchi
Creazione video Lorenzo Bruno
Collaborazione video Igor Renzetti
Musiche originali Domenico Alvaro e Luca Gaudenzi
Fonico Luca Gaudenzi
Assistente alla regia Tommaso Capodanno
Direttore di scena Alessio Pascale
Sarta di scena Valentina Mura
Foto di scena Manuela Giusto
Ufficio stampa Benedetta Cappon per PAV



Dal 31 Gennaio al 7 Febbraio 2019 l’Accademia Nazionale Silvio D’Amico presenta La Ballata dei babbaluci, saggio di diploma dell’allievo regista Marco Fasciana che ne è anche autore.
Lo stesso Fasciana scrive: “ Sentivo il bisogno di fare un tuffo nel passato, sentivo la voglia di fare un salto con l’immaginazione: per andare avanti bisogna andare indietro. Gli elementi del ricordo, della fantasia, della famiglia, del gioco, un gioco preso molto sul serio e che si trasforma in un viaggio mancato. Tornare indietro, dunque, diventa l’unica rotta possibile per ristabilire il contatto con le proprie passioni e la propria identità”.
Non poteva usare parole più giuste, Marco Fasciana, per spiegarci e raccontarci questo viaggio.
Ad accoglierci in sala una scena candida, bianca, pura come la storia che stiamo per ascoltare. Alla fonica musicisti che suonano dal vivo, che danno voce ad una scena fatta di burattinai che orchestrano e muovono il racconto, manipolano la scena e così la sorte del giovane protagonista. Tutto è studiato nel dettaglio, non un errore, nulla lasciato al caso. Lo spettacolo viene ripreso in diretta da videocamere e su di uno schermo che fa da fondale viviamo da un’altra angolazione la scena, con maggiore attenzione su alcuni dettagli. Un racconto diviso in dodici capitoli, ogni capitolo è un tassello nel viaggio del protagonista alla scoperta di se stesso, della sua terra, la Sicilia e delle sue fantasie. Un viaggio in mare con la sua vasca che lo renderà naufrago. “Un uomo che non va da nessuna parte e vuole andare da nessuna parte” così lo definisce il primo personaggio che il protagonista incontra, il guardiano del faro reso cieco con l’inganno, che darà inizialmente riparo e sicurezza al naufrago ma che vorrebbe tenerlo con se sull’ isola.
Un dialogo divertente con un pesce.
Ferrazzano “il prigioniero di se stesso”, altro personaggio che accompagnerà il giovane nel suo cammino, una regina che fa innamorare chiunque incontri il suo sguardo e che dirà al giovane: “dovete solo smettere di fuggire, abituarvi all’ombra”.
Ecco che il giovane cerca la sua ultima scena, l’ultimo capitolo della sua storia e tre bagnanti sulle sdraio cercano di aiutarlo. Questi tre personaggi mi hanno ricordato quegli amici che tutti abbiamo lasciato dopo l’adolescenza, quando alla ricerca di “qualcosa” siamo andati via di casa e loro invece sono rimasti.
Per trovare delle risposte è fondamentale tornare alle proprie radici, portare come i Babbaluci, lumache in palermitano, la propria casa sulle spalle, cercare nella memoria, ai ricordi di bambino, perché nessuno potrà tappare la bocca a quel bambino che ha vissuto un viaggio così importante, perché non c’è limite all’immaginazione.
Andate a vivere questo piccolo grande viaggio in scena al Teatro Studio “Eleonora Duse” fino al 7 Febbraio, l’ingresso è gratuito e bisogna prenotare telefonicamente chiamando il 334.1835543.

VDG

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