Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE, scritto da Thomas Middleton e diretto da Declan Donnellan al Teatro Argentina

Lunedì, 28 Gennaio 2019

Un’ora e cinquanta senza intervallo e con un continuum nei cambi scena hanno tenuto incollati gli spettatori nel seguire le storie intrecciate e ambientate in una corrotta corte italiana del Rinascimento, quella del perverso Duca, Massimiliano Speziani (basso di statura e bramoso di sesso, come un nostrano attuale Cavaliere) e quella di suo figlio Lussurioso, Ivan Alovisio, fino alla vendetta più sanguinaria, quella di Vindice, l’ottimo Fausto Cabra, e alla catena di sangue delle cospirazioni successive per la conquista del potere.

La moglie di Vindice, stuprata e uccisa dal Duca, scatena la voglia di vendetta del marito a cui si aggiunge la brama di Lussurioso di possedere una vergine, che guarda caso, è sorella di Vindice. Il tragico finale, una carneficina di tutti contro tutti, in cui anche Vindice resterà vittima, svelerà la morale pedagogica che l’autore Thomas Middleton, contemporaneo di Shakespeare, aveva voluto dare: la vendetta non è mai la soluzione per i torti subiti.

La scenografia di Nick Ormerod, incorniciata dal meraviglioso Teatro Argentina, è piuttosto semplice: una cancellata rossa si apre a scorrimento facendo entrare apposite pedane con il mobilio di scena. È però impreziosita da proiezioni sul fondale tra le quali alcuni dipinti in formato gigante di Tiziano, Mantegna e Piero della Francesca che danno un tocco di raffinatezza a tutto l’insieme che si fa ricordare.

I personaggi che inscenano i caratteri della cupidigia, della lussuria, del tradimento tipici del teatro dell’epoca di Middleton invece sono attualizzati grazie agli outfit moderni, sempre di Ormerod. I 10 uomini, tranne Vindice in giubotto di pelle, sono in giacca e cravatta come si addice ad una moderna corte di politici e portaborse.

Un’eccezionale Pia Lanciotti, dissoluta seconda moglie del Duca e amante di un figlio illeggittimo Spurio, Errico Liguori , ricorda, volutamente credo, una sensuale Jessica Rabbit, mentre come madre Graziana è vestita di nero e talmente credibile nelle due versioni da sembrare due attrici diverse. Il ruolo della figlia di Giordana, Castiza, Marta Malvestiti, unico personaggio integro della storia, è una ragazza di oggi acqua e sapone.

I figli della duchessa Ambizioso, David Meden, e Supervacuo, Christian de Filippo, sono personaggi esasperati e divertenti che svelano dal principio il tono paradossale dello spettacolo che pur si era aperto con musiche drammatiche e la scritta Vendetta proiettata sulla cancellata rossa.

I contrasti e le similitudini tra le epoche sono esasperati nelle scene delle cerimonie di investitura: la regale corona e la presenza di un cameramen in scena, i drappi rossi e le moderne interviste, i rituali religiosi e le proiezioni in tempo reale degli avvenimenti sul fondale.

La cinepresa è anche utilizzata con un efficace effetto splatter sul pubblico durante la scena della vendetta di Vindice che taglia lingua e palpebre al Duca per obbligarlo a vedere la moglie che lo tradisce con il figlio, con schizzi rossi di sangue e smorfie di dolore in primissimo piano.

Le musiche originali di Gianluca Misiti danno il ritmo dello spettacolo e contribuiscono notevolmente a sottolinearne la complessiva grande ironia in particolare quando accompagnano i buffi balli nelle scene di inizio, del falso finale e dell’epilogo dello spettacolo.

Insomma, un connubio di humor e classe ha caratterizzato la regia dell’inglese Declan Donnellan. La storia tragicomica unita all’eleganza delle scene e alle sfaccettature interpretative degli attori, che sembrano anche divertirsi, mi sono piaciuti molto.

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LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE
di Thomas Middleton
drammaturgia e regia Declan Donnellan
versione italiana Stefano Massini
con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra,
Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione
scene e costumi Nick Ormerod
musiche originali Gianluca Misiti
luci Claudio De Pace

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