Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: GOYA - La Quinta del Sordo - all'Essenza Teatro

Domenica, 13 Gennaio 2019

Lo spettacolo scritto da Gennaro Francione con adattamento e regia di Paolo Perelli è interpretato dallo stesso Perelli, nelle vesti di Francisco de Goya, la danzatrice Lorena Coppola, madre di Goya e le danza-attrici Francesca Matellini, Federica Balducci e Livia D'ingegno che vestono i panni delle tre donne più importanti della vita del pittore spagnolo.

"La pièce teatrale racconta opere e vita di Francisco de Goya, pittore e incisore spagnolo del XIX, ritenuto il padre dell’arte moderna. Esplorando l’anima e il destino inesorabile di questo pittore maledetto. Il testo affronta in forma di monologo, il dialogo tra se stesso e i suoi demoni, la sua crisi esistenziale segnata dal periodo storico in cui ha vissuto. Un periodo post rivoluzione francese in cui i valori tradizionali sono messi in discussione e una Spagna impoverita per via della perdita della sua egemonia sul mare."

Non si può evitare di sottolineare che ieri sera Paolo Perelli è tornato a calcare il palco dopo un'assenza di quasi due anni dalle scene a causa di una malattia degenerativa che lo ha reso cieco.

Assistere quindi alla sua interpretazione  di un Goya che diventa cieco (e sordo) ci ha trasmesso grandi emozioni.

La scenografia (di Giovanni Berlini), essenziale, è fatta da cubi bianchi che servono anche da riferimento per i movimenti di Perelli/Goya e da cornici vuote appese su pareti nere, che si riempiono occasionalmente con profili creati dalle danza-attrici.

Il sipario si apre su un Goya sovrastato dalla figura immobile della madre (tutto subito ci sembra un manichino) e affiancato dalle tre donne in un trittico stile Charlie's Angels (perdonate il riferimento blasfemo ma rende bene l'idea).

I costumi delle donne (di Luana Santachiara, anche aiuto regia) sono eleganti e seducenti ma funzionali alla danza. Efficace anche la fascia elastica intorno al collo che diventa in alcuni momento un aderente mascheramento del volto.

La danzatrice e le danza-attrici si alternano come interpreti al fianco del pittore, come figure coreografiche statiche o danzanti e come soggetti dei suoi quadri: quando Goya riflette su come debba dipingere il sovrano, abbellendolo o brutto com'è nella realtà, le tre donne fanno le belle o le brutte (ma per quanto si sforzino con le loro smorfie, rimangono bellissime, vedi la foto qui sotto...)

Paolo Perelli domina la scena, anzi la cavalca, e la sua voce calda e istrionica scandisce i tempi dell'azione che ruota intorno a lui. Il personaggio è affascinante ed il testo descrive con efficacia la maturazione delle sue scelte artistiche di rottura con la tradizione.

Un po' Goya, un po' Don Chisciotte, Perelli incanta il pubblico con il suo contagioso racconto che raggiunge, a nostro avviso, il suo vertice più alto nella scena di fronte al sipario con una luce a led che gli scruta il viso e lui che cerca di dominarla con la mano, con le figure danzanti che si intravedono alle sue spalle parzialmente mascherate da un sipario trasparente, e l'espressività di occhi che non vedono ma che dialogano con il pubblico.

Insomma non perdetevelo, tutti i dettagli sulle prossime repliche li trovate QUI.

Guarda il Trailer

 

Paolo Perelli è un regista, attore e formatore, nonché direttore di Essenza Teatro, centro di formazione, approfondimento e sperimentazione teatrale e del benessere della persona.

L'Associazione è nata nell'estate del 2011 dalla ferma volontà di un piccolo gruppo di attrici e attori sotto la guida del loro insegnante di teatro Paolo Perelli, per costruire nella periferia del X Municipio del Comune di Roma, un luogo d'Arte che permettesse a tutti di assaporare la Bellezza del fare teatro, al di fuori delle consuetudini commerciali e politiche. 

 

 

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