Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: - CRESCI BENE. CRESCI FORTE. - al Teatro Trastevere

Sabato, 12 Gennaio 2019

Ieri sera, in una gelida serata romana, siamo andati al Teatro Trastevere per scaldarci il cuore con del buon teatro ed abbiamo assistito a - Cresci bene. Cresci forte. - di  Francesca Romana Miceli Picardi.

Abbiamo trovato solo donne, e che donne!

A cominciare dall'accoglienza di Vania Lai che sembra sempre uscire da un quadro di Tamara de Lempicka.

Sul palco Valentina Martino Ghiglia, Francesca Romana Miceli Picardi e Alessandra Muccioli, nei panni di una madre e le due figlie in quattro storie sul confronto tra madri e sorelle.

Ma sentiamo cosa dice del progetto la regista: 

Quattro episodi per quattro famiglie traballanti ed umiliate dalla vita. Vite piccole e disperate, dove i "non detto", diventano inferni silenziosi tra le pareti di condomini, che non vedono e non ascoltano e non aiutano. Dove l'handicap, ancora oggi, fa paura; ne restiamo “affascinati”, ma ben lontani. E se una madre dedicasse tutta la sua vita ad una figlia autistica, escludendo tutto il resto del mondo? E se una madre accusasse le figlie dell'abbandono paterno? E se una madre ricca comprasse l'affetto delle figlie con i soldi? E se una madre povera insegnasse alle figlie solo il valore del denaro? I miei sono solo interrogativi. Non c'è giudizio. Solo narrazione. Esposizione di ferite. Feritoie strette dove gli spettatori sono invitati ad entrare e a viverci scomodi. Dentro. La nostra Compagnia è composta da sole donne, dalla scrittura alla tecnica luci e fonica. Dal 2008 lottiamo in questo nostro Paese per farci sentire. Ogni giorno, auto-prodotte e nel nome della nostra passione: il Teatro, portiamo avanti le nostre idee e i nostri spettacoli. La fatica trascolora ogni volta che vediamo volti felici o rigati da lacrime alla fine delle rappresentazioni. Crediamo negli scambi, nelle possibilità negli incontri, che sono alla base del nostro cammino teatrale. Il teatro come mezzo, il testo come pretesto, la rappresentazione come deflagrazione emozionale da offrire ad uno spettatore che sia di un altro Continente, che diventi quindi materia viva. Crescere attraversando l'Oceano. Respirare e far respirare.  Avere la possibilità di incrociare destini, occhi e realtà lontane eppure vicinissime. La possibilità di non fermarsi. Noi ci vogliamo credere. La frase che ci descrive meglio è: Il sangue è acqua. L'argilla è immobile. Alzati ragazzo, dormirai quando sarai morto.-

Lo spettacolo si apre con l'episodio rappresentato nella foto in alto, dove una madre in carriera si raccomanda alle figlie prima di partire per un viaggio di lavoro.

I dialoghi rivelano con ironia la spudorata preferenza materna per una delle figlie, che poi è quella più traffichina nonostante l'apparenza.

La finta sottomissione delle due figlie sottolinea la distanza tra due mondi che negli episodi successivi si amplifica.

Troviamo così altre due sorelle diverse, una in tailleur ed una in tuta da ginnastica, che evocano una madre diversa, presente fisicamente nella loro infanzia a differenza della madre in carriera, ma lontana con la mente e con il cuore in una maternità che sostituisce le carezze e gli abbracci con la violenza.

Ma soprattutto l'ultimo episodio racconta una distanza incolmabile, dove le attenzioni per una sorella sfortunata sono diventate un deserto per la sorella che racconta la loro storia: che dopo aver vissuto l'assenza di affetto dei genitori completamente dediti alla figlia autistica, si trova a doversene occupare lei, come richiesto dalla madre in punto di morte.

I temi sollevati sono profondi e propri (con sfumature differenti) di ogni famiglia. Il maschio è assente, è solo evocato per la sua assenza, e le donne in scena espongono senza pudore le proprie ferite, cicatrici, rivendicazioni.

Ci volevamo scaldare e ci siamo riusciti, ma con un cazzotto nello stomaco, non con un abbraccio.

D'altra parte se vi piace il tepore del camino, statevene a casa, se cercate emozioni, andate a teatro!

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