Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto La Presidentessa al Teatro Prati e ci è piaciuto moltissimo

Domenica, 06 Gennaio 2019

 Quando i testi di certe commedie brillanti già da soli fanno ridere e divertono con il sapiente  gioco degli equivoci, com’è La Presidentessa - tra le più classiche commedie della scuola del vaudeville francese dei primi del secolo scorso - non ci si aspetta che se interpretati e riadattati possano superare gli intenti degli autori. 

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Questo succede quando Fabio Gravina e la sua compagnia mettono in scena, spostandola nella tiepida provincia di Rieti e nella Roma del potere e del successo, una performance deliziosa - dalla prima all’ultima battuta. La capacità e la bravura degli attori - tutti - dai più giovani ai più maturi, regala agli spettatori 3 atti di autentica rigenerazione. Spesso diciamo che il teatro è terapeutico per chi lo fa e per chi ne gode comodamente seduto. Questa commedia - regala buonuomore puro. Il senso perfetto dei tempi, delle battute unite all’energia, alla grazia, all’umorismo e alla foga della recitazione di questa compagnia sono il miglior modo per iniziare l’anno nuovo ringraziando il teatro - con le parole della poetessa Gualtieri - “per l’antica arte che ancora raduna i vivi e li nutre”.


Il fortunato testo è stato trasposto al cinema prima da Pietro Germi, con Silvana Pampanini e Carlo Dapporto (potete vedere qui la versione originale La presidentessa https://www.youtube.com/watch?v=St6rrJKjr6o, nel lontano 1952 dove venne addirittura vietato ai minori dei 14 anni.
E poi da Luciano Salce, con Johnny Dorelli, Vittorio Caprioli, Mariangela Melato, nel 1977, dove il regista non rinuncia al suo proverbiale sarcasmo, con Dorelli e la Melato, che davvero scatenati, fanno la parte dei leoni.
Lo stesso impeto lo mettono gli attori di questa pochade davvero scatenati sul palco e non danno un attimo di respiro. Come si vede anche dalle foto l'azione è davvero ricca, il corpo degli attori accompagna l'avvicendarsi delle gag esilaranti. Ci è sembrato che alcune siano proprio generate di sana pianta da Gravina, e i giochi di parole sul cognome TREGATTI non sono nuovi all'autore.

Sicuramente il testo si adatta più alla sua esposizione in teatro, e qui da la migliore prova di sé. Gli anni passati dal testo originale del 1912 (qui potete leggerlo https://archive.org/details/laprsidentepi00hennuoft/page/n5)  purtroppo indicano che la politica non si sia evoluta molto! Pazienza noi ci consoliamo ridendoci su.

 

Riduzione e regia dall’originale scritto a quattro mani da Charles Maurice Hennequin insieme a Pierre Veber.
a cura di Fabio Gravina nei panni di Torquato Tregatti con:

Letizia Cerenzia è Diana Disegno

Fausto Morciano è Cipriano Guadetti, il ministro

Antonio Franco è Battista il maggiordomo e Bernardini, sotto capoufficio

Patrizia Santamaria è Elga, moglie di Torquato 

Elodie Serra è Dionisia, la figlia di Tregatti e Angelina, amante di Cipriano 

Matteo Micheli è il portaborse del ministro

Tito Manganelli è Pinguino e Domenico il receptionist dell’albergo

Mara Liuzzi è la segretaria del ministro

 

Musiche originali Mariano Perrella

Scene Francesco De Summa

Dal 28 dicembre al 3 febbraio 2019

Martedì, Mercoledì e Venerdì: ore 21.00 - Sabato: ore 17.30 e 21.00  
Giovedì, Domenica e festivi: ore 17.30
Biglietti: da 25€ a 15 € ridotto
Teatro Prati – Via degli Scipioni, 98 -  Roma 

 

 

 

 

 

 

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