Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: - LE BACCANTI - al Teatro India

Venerdì, 04 Gennaio 2019

Abbiamo visto LE BACCANTI di Euripide per la regia di Emma Dante, con: Viola Carinci, Irene Ciani, Gabriele Cicirello, Renato Civello, Jessica Cortini, Eugenia Faustini, Angelo Galdi, Alice Generali, Domenico Luca, Paolo Marconi, Eugenio Mastrandrea, Michele Ragno, Naike Anna Silipo e con le allieve del II° Anno: Anna Bisciari, Adele Cammarata, Ilaria Martinelli

L'impatto visivo è forte e immediato. L'impressione è di entrare in un bosco pieno di lupe e non in un teatro. Ragazze sedute di spalle impellicciate sotto corde dalle quali pendono teste decapitate invadono il palcoscenico. Si allungano, si stirano, si arruffano i capelli. L'effetto non è comunque macabro ma piuttosto selvaggio. Un po' inquietante come lo è anche il Teatro India che ha questo fascino di luogo isolato, abbandonato ma pregno di anime invisibili e non di un'anima tangibile. Un teatro futuristicamente antico, stile steampunk.

L'entrata in scena di Dioniso, il bravissimo Paolo Marconi (la belva che con la sua performance ha divorato il palcoscenico) e del suo doppio donna, perfettamente sincronizzati nel monologo e nel movimento scenico animalesco, tribale da il via alla tragedia di Euripide che è considerata una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi. 
Nessuna quinta ma teli a delimitare il palcoscenico dal retropalco. Teli rossi, crespati, lucidi trasformano la scena in un attimo, passando dal fuori al dentro, in un mondo surreale come quello di Alice nel paese delle meraviglie.
E se anche si passa dal pelo delle pellicce al total jeans tutto resta prepotentemente animalesco, selvaggio e sessuale.
Emma Dante porta avanti un discorso di istinto e carnalità con attori dai corpi agitati da ripetuti movimenti pelvici.
Il colore rosa prevale, in seguito, su tutto lo spettacolo. Sulle bocche dei maschi come delle femmine, sui vestiti degli uomini come delle donne e sullo stucchevole trono rosa e bianco. La pièce è ambigua e ha una grande forza provocatrice, la natura umana sempre in lotta con la ragione. Un opera antireligiosa, dove gli uomini e gli dei competono nella vendetta e nella violenza. Una sfida che fa crollare ciò che è in alto e sprofondare ciò che è in basso.

 

 

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Autore

YARRO

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