Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto: DONNA N° 4 - e - NESSUNO CI GUARDA - al Teatro India

Martedì, 11 Dicembre 2018

Abbiamo visto  il secondo e terzo atto della TRILOGIA DANKO al Teatro India domenica 9 dicembre.

La Trilogia Danco è un insieme di tre lavori presentati dall’attrice Eleonora Danco. La trilogia raccoglie tre atti unici: dEVERSIVO (2017), Nessuno Ci Guarda (2000) e Donna n°4 (2011). 

Lo spettacolo  di domenica 9 dicembre presentava  un’accoppiata di due  dei tre atti unici. Nell’ordine sono stati presentati:

DONNA N° 4
scritto diretto ed interpretato da Eleonora Danco
assistente alla regia Maria Stella Cassella
disegno luci Eleonora Danco
si ringrazia
per la scelta delle musiche Marco Tecce
per la collaborazione Lorenza Accardo e Benedetta Boggio

E

NESSUNO CI GUARDA
scritto diretto ed interpretato da Eleonora Danco
assistente alla regia Maria Stella Cassella
disegno luci Eleonora Danco
si ringrazia
per la scelta delle musiche Marco Tecce
per la collaborazione Lorenza Accardo e Benedetta Boggio

DONNA N°4, scritto nel 2011 per la Triennale di Milano, è’ ispirato all’opera di Francis Bacon e parla di un’esperienza personale che si riflette nel modo in cui è vissuto il rapporto con il cibo. «Come trattare la relazione tra cibo ed essere umano? – questa la domanda da cui è partita Eleonora Danco – Un soggetto femminile che poteva essere anche maschile, in Bacon ho trovato l’impatto necessario per trattare il mondo interiore inconscio di DONNA N°4. Gli spazi, le stanze, il rosa di Bacon, il viola di alcune sue opere. Lavorare sul corpo scenico. Bacon tratta l’immagine senza riguardo esistenziale. Quasi non ci fosse la possibilità di avere legami. La stessa lotta, la stessa deformità interiore di DONNA N°4. Un movimento continuo ai margini del cervello». DonnaN°4 vive nella penombra contorcendosi su una poltrona. Il racconto si svolge non tanto con il corpo, che poco si muove, quanto con  le parole che scorrono fluide attraverso frammenti di memoria del personaggio che ricorda le sensazioni provate nel vedere parenti o persone in strada, mentre mangiano. Una scrittura con momenti di humor e di provocazione, alternati a momenti di vuoto e di angoscia, riempiti con il cibo. La durata dell’atto unico è  stata di 15 minuti circa. 

In successione NESSUNO CI GUARDA, scritto nel 2000, ispirato, secondo l’attrice, alla pittura di Jackson Pollock. «La prima volta che ho visto un’opera di Pollock ho avuto una scossa. Era cervello sbattuto contro una parete. Un impatto tanto intimo quanto ossessivo. Violento, ipnotico. – così si esprime la regista e attrice – Ho scritto NESSUNO CI GUARDA con i libri delle sue opere davanti agli occhi, per mesi. Per ogni personaggio seguivo un suo colore. Un’apparente casualità in un percorso matematico ossessivo. Niente si doveva fermare. Ho usato il corpo come fosse l'inconscio del personaggio per dare vita alle immagini del testo. Il palco era una tela, il percorso spazio-tempo di un essere umano». Questo secondo atto unico  racconta dei condizionamenti banali ricevuti durante l’infanzia in relazione alla vita adulta. Nella fattispecie , la protagonista sogna di essere bambina e vuole fare il bagno sulla spiaggia ma la madre glielo vieta e le ordina di aspettare fino alle 11. Seguono frammenti di memoria e di vita , un alternarsi di presente e passato nella dinamica del conflitto contro le imposizioni ricevute. Questo secondo atto dura 35 minuti circa.

Complessivamente lo spettacolo, durato circa 50 minuti,  è stato interessante e coinvolgente. E ci ha stimolato una riflessione: quando il testo non segue una logica ed una struttura  narrativa tradizionale  , ciò che comunica l’attore può creare uno spettro di percezioni e significati. Che possono trovare una diversa sintesi in spettatori diversi.

Danilo Ferrin

 

 

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