Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto 'NOI E LORO' e 'HISTOIRE DU SOLDAT' al Teatro Vascello

Mercoledì, 14 Novembre 2018

Ricco programma con “NOI E LORO”, viaggio alla ricerca dell’identità perduta – prima esecuzione assoluta, seguito da “HISTOIRE DU SOLDAT” di I. Stravinskij.

Rappresentato per la prima volta al Teatro Municipale di Losanna il 28 settembre 1918, l’Histoire du Soldat è andato in scena lunedì scorso al Teatro Vascello di Roma, nel centenario della sua composizione, nell’ambito della XX edizione di Flautissimo.

Il nuovo allestimento curato dall’associazione culturale Music Theatre International, ha visto come voce narrante Massimo Wertmuller, affiancato sulla scenda da giovani interpreti, così come era successo il 28 settembre 1918 nella prima esecuzione in cui Stravinskij e Ramuz impegnarono professionisti e studenti dell’Università di Losanna.

Così anche il nuovo lavoro per la mise-en-espace di Paola Sarcina e la direzione musicale di Alessandro Murzi, che hanno curato anche l’adattamento italiano del testo, affianca a professionisti della scena e della musica, giovani interpreti (Hanad Sheikh  il soldato, Michele Nardi il diavolo, Federica Lanza la principessa)  e studenti universitari, che si cimentano per la prima volta con questo capolavoro del teatro musicale da camera.

La trama dell’Histoire - la “folle iniziativa” come l’aveva definita lo stesso Stravinskij-,  è ispirata alla raccolta di fiabe popolari russe di Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev, da lui molto amate.

Nell’allestimento del Vascello l’azione si sposta nello scenario delle guerre contemporanee e dei conflitti interculturali, al confronto irrisolto tra la società collettivista e quella individualista: porta in scena l’uomo alla ricerca della propria identità e storia, nel tentativo di sfuggire alla realtà del proprio destino.

Il diavolo diventa così la metafora della cultura eurocentrica, che non vuole fare emergere le possibili divergenze e differenze presenti in altre culture, spesso viste attraverso le lenti distorte dei pregiudizi e ritenute così inferiori e non allineabili o comparabili a quella occidentale predominante nella società globale.

L’ensemble musicale, formato da musicisti di grande esperienza artistica, si è cimentato inoltre nell’esecuzione in prima assoluta del trittico strumentale “Noi e loro”, composizioni in prima esecuzione assoluta, di Lucio Gregoretti , Michela Trovajoli e Alessandro Murzi.

Lo spettacolo ci ha convinto, un ambizioso progetto che meriterebbe una programmazione con repliche, musicalmente di straordinaria levatura.

Il trittico iniziale comincia con 'Versi arsi e diversi' di Lucio Gregoretti, presente tra il pubblico.

"La tromba è uno strumento tradizionalmente associato all’eroismo guerresco, quindi uno strumento nobile ma inevitabilmente portatore, oltre che di giustizia e riscatto, anche di morte e distruzione. Il brano è ispirato quindi a un principio di ambivalenza e alla relatività dei punti di vista. I “versi” del titolo sono allora quelli del poeta, ma anche quelli degli animali (con una qualche analogia tra l’austerità dei segnali militari della tromba e il terrore che questi provocano in quanto versi di un immaginario predatore), mentre “arsi” è nella metrica classica e musicale il tempo in levare, ma anche un aggettivo che significa “bruciati”. Infine la parola “diversi” che significa molti, ma anche differenti, è qui riferita a quegli individui che ci fanno tanta paura solo perché diversi da noi per cultura e aspetto. Il brano appartiene a un ciclo di composizioni per organi- ci diversi liberamente ispirate al pensiero del filosofo francese Claude Levi Strauss, che già più di mezzo secolo fa tentò di spiegarci i limiti e i pericoli di quell’universalismo astratto ed eurocentrico sul quale troppo spesso la nostra società si adagia."

Segue 'Anche le nostre cetre erano appese' di Michela Trovajoli, seduta con noi, (testo tratto da Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo, per gentile concessione di Alessandro Quasimodo).

"Il brano é suddiviso in 6 sequenze/quadro a specchio con introduzione, che si muovono in un continuum di emozioni: dalla calma annunciatrice, alla febrilità inquieta ed aggressiva. Un tuilage di elementi melodici ci conduce da un quadro all'altro, configurando così una struttura evolutiva."

Nel terzo brano, 'L’ombra di Caino', composto dallo stesso Murzi, "come un racconto, il cammino musicale si muove all’interno di pulsioni, conflitti e i drammi interiori che portano Caino al suo delitto, lasciandosi dietro e liberando un sinistro riverbero, come una maledizione o un oscuro presagio. Nel suo cono d’ombra, insieme al fratricidio come istinto, alberga la perenne ricerca di un “loro” diverso e contrapposto. L’ombra, quindi, nell’accezione più junghiana come nostro Alter Ego, Nemico, Antagonista; quello che nei miti e nelle fiabe interpreta il ruolo del cattivo, spesso sotto forma di mostro, drago o demone. L’Ombra come la parte di noi che dobbiamo riconoscere e integrare, poiché senza di essa non saremo mai completi."

Tutta questa prima parte è scandita da immagini proiettate sullo schermo con i numeri delle vittime delle guerre che hanno segnato il XX secolo.

Segue quindi il lavoro da camera di Stravinsky sul testo di Ramuz, che risulta di straordinaria attualità.

Entrano in scena gli attori ed il narratore che descrivono ed animano la vicenda faustiana riletta e filtrata attraverso le tematiche relative al conflitto bellico, l’esilio, la lontananza, l’estraneità e l’eterna ricerca della propria patria, nella difficile e precaria condizione del soldato e del profugo. 

La serata si conclude con gli applausi convinti di un pubblico da grandi occasioni. Una menzione per  l'attenta direzione di Alessandro Murzi, condivisa dal Maestro Nicola Piovani, presente in sala.

CREDITI 

Lunedì 12 novembre 2018, ore 21,00 – Teatro Vascello 

“NOI E LORO”

tre quadri per piccolo ensemble (prima esecuzione assoluta)

Versi arsi e diversi di Lucio Gregoretti (per tr,  trb, perc e cb)

… anche le nostre cetre erano appese di Michela Trovajoli (per cl, trb, perc, vl e cb)

L’ombra di Caino di Alessandro Murzi (per cl, fag, tr, vl e cb)

 

“HISTOIRE DU SOLDAT”

(La storia del soldato)

testo originale francese di Charles Ramuz  - musica di Igor Stravinskij

adattamento italiano di Paola Sarcina e Alessandro Murzi

 

personaggi ed interpreti

MASSIMO WERTMULLER narratore

HANAD SHEIKH  il soldato, MICHELE NARDI il diavolo, FEDERICA LANZA la principessa

 

ensemble strumentale Marco Serino violino, Massimo Ceccarelli contrabbasso, Luca Cipriano clarinetto, Marco Dionette fagotto, Andrea Di Mario tromba, Luigino Leonardi trombone, Flavio Tanzi percussioni, 

 

Alessandro Murzi direttore, Paola Sarcina mise-en-espace

 

Lavinia Maria Mazzi e Linda Bagalini progetto video, Francesca Staccioli costumi

 

www.teatrovascello.it

www.accademiaitalianadelflauto.it

www.mthi.it

 

Non sei iscritto, partecipa a Vivi Roma!

Chi è in linea