Viviroma.it spettacoli a Roma - Abbiamo visto #minaret

Domenica, 30 Settembre 2018

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Abbiamo assistito ieri sera alla prima di questo spettacolo, applaudissimo dal pubblico del Teatro Argentina.
 
Sicuramente un'evento spartiacque nella storia della danza perché per la prima volta (almeno noi) ci siamo trovati ad ammirare la danza di un drone...
 
La scelta del drone colpisce e ci fa pensare agli aerei-drone che chissà quante volte hanno sorvolato e colpito la città di Aleppo, alla cui distruzione questo spettacolo è dedicato.
 
Anche le riprese effettuate dal drone danzante e proiettate su uno schermo in sfondo al palcoscenico ci offrono una prospettiva nuova, a tratti inquietante della danza e dei ballerini.
 
Ma ciò che più ci ha colpito è la danza spezzata delle loro membra, che accompagna una musica fatta anche di rumori rotti, tutti suonati dal vivo da un ensemble straordinario.
 
Chi può non si perda la replica di oggi alle 17.00.
 
 
29 - 30 settembre 2018
Teatro Argentina
 

Alla distruzione, sembra dirci Rajeh, si contrappone sempre la ricostruzione  che è un atto di resistenza e di reinvenzione. «Il lavoro artistico è  sempre un processo di mutamento e di nuova creazione» ha affermato infatti il coreografo

«Tutto si muove, cambia e si sposta attorno a noi – racconta Omar Rajeh – e possiamo sentire il tumulto creato dai conflitti non solo umani e sociali, ma anche religiosi e politici. Siamo testimoni di un malato plauso dell’estremismo, oscurantismo e fanatismo. 

Può una città morire? E con essa i suoi valori, la sua storia e la sua cultura? Per quasi mille anni il minareto della Grande Moschea di Aleppo si ergeva sulla sommità della città più grande di tutta la Siria. Questo ritratto monumentale di un’intera cultura, della società, della sua storia e religione ora giace in rovina».

Il coreografo e danzatore libanese Omar Rajeh, fondatore della compagnia Maqamat Dance (Beirut, 2002) con #minaret dà vita a un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più antiche del mondo attraverso una coreografia per droni, danzatori e musicisti. Un incontro tra coreografia, arti visive e musica eseguita dal vivo e ispirata all’eredità sonora di Aleppo. Un’unione in grado di trasportarci nel cuore della città e di farci riflettere sul nostro ruolo e sulla nostra posizione rispetto a questo terribile atto di distruzione.

Ideazione & Coreografia Omar Rajeh Composizione musicale Mahmoud Turkmani, Pablo Palacio Performance Antonia Kruschel, Charlie Prince, Mia Habis, Moonsuk Choi, Omar Rajeh, Yamila Khodr Musica dal vivo Joss Turnbull (percussioni), Mahmoud Turkmani (oud), Pablo Palacio (sonorizzazione interattiva), Ziad El Ahmadie (oud) Tecnologia movimento in real time Instituto Stocos Voce Naim Asmar Luci Guy Hoare Video artista Ygor Gama Opertore drone Hadi Bou Ayash Costumi Mia Habis Direttore tecnico Christian Francois Ingegnere del suono Philippe Balzé Direttore di palco Samah Tarabey Direttore tournée Aimee Kepa Produzione Omar Rajeh | Maqamat Coproduzione Romaeuropa Festival, BIPOD, HELLERAU – European Center for the Arts Dresden Supporto Tanzfabrik Berlin, Charleroi Dans, apap – advancing performing arts project Tappeto danza gentilmente fornito da Harlequin Flooring Foto © Stephan Floss

 

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