La stagione “Frammenti” del TeatroBasilica, da settembre a dicembre 2021.

Lunedì, 21 Giugno 2021

La forma si è scomposta, l'immaginario trasfigurato, l'orizzonte del logos ha perso gli appigli intorno ai quali era abituato a tessere le trame di argomentazioni inoppugnabili. E come in un’Atene periclea svuotata dalla guerra e dalla peste, la nostra realtà vive una crisi, un vortice caotico che ha tutte le potenzialità per diventare origine di un mutamento filosofico, artistico e morale.

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Il nostro presente indicativo, quello in cui vive il gesto teatrale, chiama al racconto, a quell'impulso immediato e violento che per Primo Levi rivaleggia con altri bisogni elementari. É la capacità di narrare il mondo che, per Bruner, ci dà la forza di vivere, di ricordare e di dimenticare, di stare dentro e fuori “la realtà”, di tornare ogni volta a sperare e intravedere mondi possibili.

Questa è la grande occasione affidata alla nuova stagione del TeatroBasilica: rispondere da teatranti a quel dáimōn socratico che ci impedisce di deviare dal destino di metterci al servizio della comunità. Offrendo una nuova liturgia laica dell'atto teatrale: drammatico, puro e disegnato sulla base di una ricerca che oggi può essere fertile di spunti critici, a tratti drammatici, e come non mai aperta ad intraprendere nuove strade.

La drammaturgia contemporanea, orizzonte della programmazione del TeatroBasilica, trae alimento anche dal patrimonio di esperienze consolidate di teatranti maturati all'ombra degli scorsi decenni, latori di una pratica che può nutrire l'indagine sul mondo in evoluzione.

Alessandro Di Murro, Daniela Giovanetti e la Compagnia Gruppo della Creta - con l'ausilio di Antonio Calenda - intendono restituire alle tavole del TeatroBasilica la sua identità di luogo deputato ad una dialettica tra artisti d’esperienza e nuove ipotesi da tracciare. Entrambi i momenti coesistono all'insegna di una visionarietà duttile e “taumaturgica”.

 

Frammenti” è il progetto elaborato per la ripartenza, che abiterà lo spazio scenico del TeatroBasilica nella stagione 2021/2022. Occasione per lavorare sul segno - sia esso Parola, gesto, luce, suono o elemento scenico - dentro e al di là di un linguaggio, incarnazione del mutamento, strumento indispensabile per rappresentare le necessità del mondo.

Se è vero, come sostiene Robert Bly, che “l'anima dell'uomo è nella ferita”, nel cuore di una Roma post pandemica TeatroBasilica sarà il luogo in cui artisti e spettatori potranno condividere il racconto, per ricostruire insieme una nuova necessità morale di fare teatro. TeatroBasilica

TeatroBasilica riapre a settembre con tre lavori che avranno appuntamenti periodici durante l’intera stagione teatrale. 

La Regola dei Giochi, costituito dalla messa in scena di cinque brevi drammaturgie di Anton Giulio Calenda per la regia di Alessandro Di Murro e con gli attori del collettivo Gruppo della Creta, in scena da settembre 2021. “Ucronìa o Va tutto bene”, “il Regno”, “Soldato”, “Matteo” e “Squali: studio marino” sono i titoli di cinquegesti” teatrali che rappresentano tappe di un più complesso schema.

Un Giorno, Un Mese , Un Anno di Riccardo Caporossi. Il Progetto riguarda una serie di letture che hanno come oggetto racconti e novelle di Luigi Pirandello, scelti tra i numerosi scritti. Letture affidate ad un gruppo di attori. Il lavoro durerà un anno: 12 appuntamenti; uno al mese a partire da settembre 2021, nei quali uno o più attori  leggeranno un racconto per svelare l’officina segreta della scrittura di Pirandello.

Appuntamento da non perdere con Roberto Herlitzka legge Dante che prosegue la lettura integrale della Divina Commedia a cura di Antonio Calenda. Dopo l’Inferno, letto nel mese di maggio del 2021, Roberto Herlitzka torna al TeatroBasilica per completare la meravigliosa impresa di leggere integralmente l’opera di Dante Alighieri.

 

A ottobre due prime nazionali: Cuò-Re. Sostantivo Maschile - Ovvero Quanto Della Nostra Vita È Una Performance? di Angela Di Maso, con Daniela Giovanetti e Alvia Reale, regia di Alvia Reale e Voltati, Parlami di Alberto Moravia, diretto ed interpretato da Lucia Lavia. Due lavori nati ed elaborati durante il lungo periodo di stop obbligato del 2020/2021.

 

A novembre andrà in scena Tradimenti di Harold Pinter traduzione di Alessandra Serra, regia Michele Sinisi, con Stefano Braschi, Stefania Medri e Michele Sinisi. Seguirà L’Eccezione E La Regola   di  Bertolt Brecht, traduzione di Laura Pandolfi, regia di Walter Pagliaro, con Micaela Esdra e un cast in via di definizione.

 

A dicembre debutterà Les Quatre Petites Filles di Pablo Picasso, con Francesca Benedetti per la regia di Antonio Calenda.

 

Inoltre nel corso della prima parte di stagione ospiteremo Fake Shakespeare, scritto da Andrea De Manincor, per la regia di Solimano Pontarollo, I Giganti della Montagna - Voce sola di e con Valentina Banci e L’uccellino Azzurro di Maurice Maeterlinck a cura di Claudia Della Seta, Sofia Diaz, Daniela Giovanetti, Glenda Sevald, Piccoli Funerali di e con Maurizio Rippa.

 

Riprenderanno a settembre anche gli appuntamenti del lunedì dedicati alla scoperta del mondo della vini cultura sostenibile e naturale con Vignaioli in scena un progetto di Gabriele Merlini e Marco Arturi.

 

APPUNTAMENTI PERIODICI

LA REGOLA DEI GIOCHI

di Anton Giulio Calenda

 

Regia: Alessandro Di Murro

Interpreti: Valeria Almerighi, Matteo Baronchelli, Jacopo Cinque, Alessandro De Feo, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia, Bruna Sdao.

Disegno Luci: Matteo Ziglio

Scene e Costumi: Laura Giannisi

Musiche: Enea Chisci

Aiuto Regia: Tommaso Cardelli

Assistente di Regia: Jessica Miceli

Produzione: Gruppo della Creta e Fattore K

Il progetto “La Regola dei Giochi” prevede la messa in scena di cinque atti unici scritti da Anton Giulio Calenda per la regia di Alessandro Di Murro.

In scena da settembre 2021, vedrà come protagonisti gli attori del collettivo Gruppo della Creta.

 

“Ucronìa o Va tutto bene”, “il Regno”, “Soldato”, “Matteo” e “Squali: studio marino” sono i titoli di questi cinque gesti teatrali che prenderanno in esame la dimensione alienata e alienante dell’individuo.

 

Il pubblico si troverà ad assistere alla perdita totale di senso insita nelle parole e nei gesti dei personaggi. Coglieremo, dai loro racconti, dalla loro comicità esasperata e dalle emozioni interrotte, la necessità di ritrovare l’ascolto e la comunicazione perduti.

I cinque atti unici verranno proposti al pubblico una settimana al mese per, auspicabilmente, tutti i mesi della stagione teatrale. Una formula, questa, individuata e scelta dal Gruppo della Creta al fine di aumentare la propria “residenzialità” nella cornice del TeatroBasilica e incentivare un maggior dialogo con il pubblico.

 

UN GIORNO, UN MESE , UN ANNO

Dodici racconti di Luigi Pirandello

Dodici Attori

Dodici Opere di Arte Visiva

Progetto a cura di Riccardo Caporossi

 

“Se un’opera d’arte sopravvive è solo perché noi possiamo ancora rimuoverla dalla fissità della sua forma; sciogliere questa sua forma dentro di noi in movimento vitale; e la vita glie la diamo allora noi; di tempo in tempo diversa, e varia dall’uno all’altro di noi………”

 

L’Azione

Il Progetto riguarda una serie di letture che hanno come oggetto racconti e novelle di Luigi Pirandello, scelti tra i numerosi scritti. Letture affidate ad un gruppo di attori. Il progetto durerà un anno: 12 appuntamenti; uno al mese a partire da settembre 2021, nei quali un attore o attrice leggeranno un racconto. 12 attori tra “giovani” e “vecchi”. Attori-persone che sappiano svelare, attraverso il loro mondo, l’officina segreta della scrittura di Pirandello: un laboratorio di storie e di ritratti che annulla la distinzione tra narratore e drammaturgo, perché l’uno era legato all’altro indissolubilmente.

Ad accompagnare l’arco dei 12 appuntamenti delle letture pirandelliane ci sarà l’esposizione di un “oggetto” (quadro, scultura, installazione) la cui realizzazione prenderà spunto dal racconto letto nell’appuntamento del mese.

Questa iniziativa amplia la relazione tra il pubblico e il pensiero di chi desidera tradurre nel proprio lavoro un nuovo rapporto di ascolto e di visione con lo spettatore, sia esso cittadino o straniero, stimolarne conoscenza, riflessione e guidarlo attraverso un percorso che lo coinvolga direttamente come testimone, con uno sguardo attento, partecipe, che vede nella memoria la possibilità dell’avvenire. Un investimento nella contemporaneità perché produca ancora cultura e storia, cioè futuro.

La raccolta delle registrazioni e la serie degli “oggetti artistici” costituiranno un documento significativo del progetto, una combinazione di segni linguistici, tra parole e immagini; risultato di un comune percorso per lasciare memoria di una interpretazione contemporanea di alcune pagine scritte da uno tra i più importanti scrittori e drammaturghi italiani del Novecento. Pagine lette da valenti attori, orientando la scelta tra quelli conosciuti anche ad un pubblico vasto, insieme a “giovani” interpreti, meno conosciuti, ma altrettanto  impegnati in un percorso creativo, d’autore, della loro interpretazione.

Per le 12 opere di Arte Visiva, Riccardo Caporossi metterà in gioco il mondo immaginario e il segno visivo che caratterizzano il suo lavoro. Questa serie di opere rappresentano “Narrazioni”, perché anche con il linguaggio delle Arti visive si scrive. Si scrive il Tempo.

Non vuole solo essere la dilatazione letteraria di una forma espressiva, ma anche un “oggetto” che narra una sua storia: quella per cui nasce e quella per come cresce tra le mani di un artista.

 

ROBERTO HERLITZKA LEGGE DANTE

 

A cura di Antonio Calenda

 

Prosegue la lettura integrale di Roberto Herlitzka della Divina Commedia a cura di Antonio Calenda.

Dopo l’Inferno, letto nel mese di maggio del 2021, Roberto Herlitzka torna al TeatroBasilica per completare la meravigliosa impresa di leggere integralmente l’opera di Dante Alighieri.

In questo 2021 che celebra i 700 anni dalla sua morte, il Sommo Poeta non smette di riservarci sorprese: con Roberto Herlitzka il linguaggio simbolico, allegorico, anagogico e metaforico della Commedia, si farà ancor più avvincente guardando quell’oltre, croce e delizia per ogni essere umano spesso costretto a saper “come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e ’l salir per l’altrui scale” e che, in qualunque condizione umana interiore ed esteriore si trovi, aspirerà sempre “a riveder le stelle”.

 

 

PROGRAMMAZIONE

 

OTTOBRE

 

CUÒ-RE. SOSTANTIVO MASCHILE

OVVERO QUANTO DELLA NOSTRA VITA È UNA PERFORMANCE?

Di Angela Di Maso

 

Con: Daniela Giovanetti, Alvia Reale

Regia: Alvia Reale

Costumi: Sandra Cardini

Scene: Laura Giannisi

Luci: Matteo Ziglio

Assistente alla Regia: Jessica Miceli

Produzione: Gruppo della Creta

 

Cosa rimane alla fine? Cosa conta quando il mondo si ferma? Daniela Giovanetti, Alvia Reale e la drammaturga Angela di Maso tentano l’impresa di essere sincere. Cuò-Re nasce così, come una conversazione intima sul passato e sul futuro, sulla morte e sulla Comunità che noi chiamiamo Teatro. E si prova a toccare quei luoghi della propria memoria e della propria intimità, nel tentativo di trasformare la propria vita in immaginario collettivo. Sono io, ma non proprio... Così tra autobiografia e dimensione onirica, la voce umana diventa di animali, per poi trasformarsi in passi di danza, in note stonate. Fino all’incontro davanti ad un Teatro chiuso, per dirsi che nonostante tutto non è finita. L’ultimo spettacolo sarà meraviglioso.

 

Note di regia

 

Dopo questo anno drammatico, il pensiero di tornare a lavorare nello stesso modo, con un regista che sceglie per te il testo, con un teatro che sceglie per te i compagni di lavoro e le modalità, ci è parso non sopportabile. Ci siamo prese quindi la responsabilità di fare una scelta in autonomia. Nel frattempo io personalmente, ho dovuto fare i conti con la morte di mia madre, con il suo funerale deserto, con la paura di non essere più neanche in grado di saper raccontare delle storie. Di questo abbiamo parlato con Daniela, quando ci siamo incontrate davanti ad un Teatro chiuso. Abbiamo azzardato: Perché non parlare di noi? “Non c’è agonia più grande che tenere una storia non raccontata dentro di sé”. In fondo noi siamo le storie che abbiamo vissuto, che ci hanno dischiuso orizzonti, che scriviamo con la nostra vita e che impariamo a trasmettere. Per fare questo però, avevamo bisogno di un Drammaturgo che rendesse materia Poetica e Teatrale i nostri racconti. Subito abbiamo pensato ad Angela, con la quale da tanto volevamo collaborare. Angela è una drammaturga piena di grazia e di talento, ed è in grado di trattare anche le nostre “ zone d’ombra”. Perché non ci sono solo storie buone, ci sono anche storie di odio, di dolore, di inimicizie e delusioni. E così, ricordando quelle che eravamo mentre ballavamo “con” Don Lurio, bisognerà affrontare un passato che potrebbe schiacciarci. In fondo, come scrive Karen Blixen «tutti i dolori possono essere sopportati se vengono messi in un racconto, o se si narra, su di essi, un racconto».

 

Alvia Reale

 

Note del Drammaturgo

 

Il lavoro drammaturgico su Cuò-re nasce da tre desideri: quello mio, di Alvia e di Daniela di creare qualcosa insieme. Quello di creare qualcosa insieme che fosse un progetto originale. Quello di creare qualcosa insieme che fosse un progetto originale, ma in cui il concetto di originalità fosse sinonimo di verità. Ma la verità è anche un percorso da fare, non un traguardo da cui partire. E si sa che noi tutti preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Vivi. Ma noi tre questa verità la volevamo. A tutti i costi. Alvia e Daniela allora si sono messe a disposizione di questo nostro progetto in prima persona, andando quindi al di là del puro atto interpretativo per diventare loro stesse oggetto di analisi da cui fare nascere l’atto creativo. Perché ogni verità è un percorso tracciato solo attraversando la vita stessa. Passata. Presente. E futura. Forse. A me il compito in questo momento teatrale più rivoluzionario: ascoltare. E avere scritto il testo in cui il loro Cuò-re diventa un luogo in cui a noi tutti è dato ritrovarsi. Riconoscersi.

 

Angela Di Maso

 

VOLTATI, PARLAMI

di Alberto Moravia

 

Diretto ed interpretato da Lucia Lavia

Scene e Costumi: Laura Giannisi

Luci: Matteo Ziglio

Musiche: Giacomo Vezzani

Regista assistente: Danilo Capezzani

Direttore di produzione: Pino Le Pera

Progetto grafico: StudioTurandò

Produzione: Gruppo della Creta

 

Nota di regia - Lucia Lavia

Pubblicato per la prima volta nel 1984 “Voltati Parlami” di Alberto Moravia si ispira al dramma in un atto di Eugene O’Neill intitolato “Prima di colazione”. Moravia ne ricava però il soggetto da un suo precedente racconto intitolato “La vergine e la droga”. L’autore, durante un’intervista, definì il suo monologo come “un soliloquio di una snervante Pariolina con accanto il compagno, un poetucolo Italo-americano di Los Angeles”. Ma in realtà ciò che Moravia racconta, con la sua scrittura asciutta e tagliente, è ben più profondo. “Voltati parlami” è un “A solo” che ti spezza il cuore. Una storia di solitudine. Uno squarcio inclemente e feroce su due esseri umani che si presentano allo spettatore l’uno muto e inerte, l’altra logorroica e propulsiva. Entrambi alla deriva, entrambi accomunati dalla medesima straziante e sofferta incapacità di aprirsi all’altro, al mondo circostante, alla vita. Di aprirsi persino a se stessi. Condannati “ad una chiusura spasmodica, un rifiuto precostituito, un gelo irrimediabile” come dirà la nostra Alice in questa pièce, unica detentrice delle parole di Moravia. Questo pezzo breve racconta l’impossibilità costante di essere accolti dall’altro, proprio per l’incapacità di accogliere l’altro; pur bramando più di qualsiasi cosa, disperatamente, incondizionatamente, un “briciolo” di amore. “...un po’ d’amore. Una volta ogni trenta giorni.”

Sin dalla prima lettura di questo testo sentii l’urgenza di raccontare allo spettatore il personaggio di Alice - o per meglio dire - tutto ciò che ella racconta in sé. Il suo mondo emotivo, distorto e labile, fatto di vuoti e desolazioni. Ho deciso di portare in scena, come mio primo lavoro, questo testo per la ragione che esso racchiude tutto ciò che mi interessa profondamente indagare e raccontare come attrice. La dipendenza affettiva e tutto ciò che ne consegue: la solitudine come forma di malattia, l’incapacità di amare, la paura di essere visti, di essere invasi, di essere accolti e di accogliere. Ciò che mi preme è dare voce a quelle anime sofferenti che per sopravvivere al loro dolore si sono costruite un mondo emotivo fatto di regole rigidissime, di ordine e di imposizioni, ma talmente fragile e precario che basterebbe un soffio per farlo crollare. Correndo il rischio di rimanerne schiacciati. In questo piccolo universo, tanto simile a una cristalleria gracile e strampalata, non c’è spazio per nessuno. All’infuori di quell’enorme cosa che ingombra più di tutte: l’assenza.

NOVEMBRE

 

TRADIMENTI

di Harold Pinter

Traduzione di Alessandra Serra

Regia Michele Sinisi

Con Stefano Braschi, Stefania Medri e Michele Sinisi

Scene Federico Biancalani

Collaborazione artistica Francesco M. Asselta

Aiuto regia Nicolò Valandro

Foto Luca Del Pia

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

Con il contributo di Next-Laboratorio delle idee

 

 

Robert: Beh… mi sembra un argomento fin troppo sfruttato, non trovi?

Emma: E qual è, secondo te, l'argomento?
Robert: Il tradimento.

 

Scritta dal drammaturgo inglese Premio Nobel per la Letteratura Harold Pinter e presentata nel 1978 a Londra, Tradimenti è una delle più celebri opere dell’autore.

La storia è quella di una relazione extraconiugale ripercorsa però a ritroso, dalla sua fine fino ai suoi esordi. Tutto inizia due anni dopo la fine del rapporto e termina prima che esso abbia inizio.

Ma, oltre ai due amanti c’è anche il marito di lei, nonché migliore amico di lui.

Insomma, un triangolo a tutti gli effetti, dalla trama apparentemente semplice e lineare.

Se non fosse che il susseguirsi dei fatti lascia piano piano spazio alla complessità d’animo dei tre personaggi, accomunati da un segreto a volte difficile da portare.

Ed è forse proprio questo - il segreto - l’elemento chiave della pièce. Le parole non dette, i pensieri taciuti, le azioni nascoste riempiono le vite dei personaggi, invadono i loro spazi, si insinuano in tutte le loro relazioni. Ma, come spesso avviene con le opere dei grandi maestri, non è solo di loro che Pinter ci parla. Sono infatti anche la nostra quotidianità, il nostro segreto ad essere messi in gioco.

Note di regia

Chi frequenta il teatro e la letteratura conosce molto bene Pinter e il suo Tradimenti mentre chi non l’ha mai visto ne apprezza l’intreccio. Questo dovrebbe rendere molto difficile, per un regista oggi, portare avanti un discorso originale sul testo considerando quanto la forma del testo non possa essere minimamente toccata.

L’approfondimento dell’umano ha accompagnato la costruzione dello spettacolo fianco a fianco con lo scenografo Federico Biancalani e gli attori. Fondamentale è stato un profondo confronto collettivo rispetto al testo e alle sue possibili interpretazioni.

Tradimenti infatti è ricco di elementi di analisi, di spunti di riflessione che tutt’ora possono attivare, nel pubblico, una risposta “potente”. Bisogna solo cercare nuove prospettive da cui guardare il tradimento, esaminare la complessità di questo tema. Non basta rappresentarlo.

Per fare questo si è resa la scenografia co-protagonista, elemento fondamentale infatti a portare fisicamente l’opera pinteriana davanti allo spettatore creando un ambiente in cui i corpi e le voci potessero emergere in tutta la loro forza vitale. “L’opera” messa in scena consiste nei diversi livelli proposti dal testo: l’opera della galleria d’arte diretta da Emma, le opere letterarie del mondo dell’editoria da cui provengono Jerry e Robert, e l’opera di Pinter intoccabile, non modificabile, quasi fosse marmorea e inscalfibile. Quindi il concetto di tradimento riguarda la narrazione nella sua totalità, tra la forma e il contenuto. Il titolo del testo segna un’esperienza non solo di coppia ma umana più in generale, rispetto all’opera, alla possibilità e alla tentazione di rivelarne piani nascosti. Complesso è il tradimento nel rapporto col pubblico che, convinto di aver compreso tutto, scopre continuamente il ribaltamento della verità accompagnato da uno strano piacere per quell’imprevisto. Il piacere del rischio che ci fa sentire vivi nella vita e sulla scena nel tradire il testo, la voce dell’autore. Ma sappiamo quanto tradire possa significare elaborare, rinnovare con nuova vita la voce autoriale in uno spazio nuovo nel quale esprimersi. Io ho deciso di affrontare questa “traduzione” in scena utilizzando come filo rosso quello del testo, in quanto opera d’arte. La professione di gallerista di Emma, quella legata alla scrittura di Jerry e Robert sono gli elementi attraverso i quali il percorso artistico interroga se stesso, nel testo e nella scena. Ecco questo ho voluto valorizzare, insieme allo studio dei rapporti fra i protagonisti, alle loro relazioni. Però, come sempre, prestando grande attenzione al pubblico.

Michele Sinisi

 

 

L‘ECCEZIONE   E   LA   REGOLA  

di  Bertolt  Brecht

 

Traduzione Laura Pandolfi

Regia Walter Pagliaro

Scene Gianni Carluccio

Costumi Annalisa Di Piero

Musiche Germano Mazzocchetti

Con Micaela Esdra e un cast in via di definizione

Produzione a cura dell’Associazione Gianni Santuccio e del  Centro Diaghilev

 

In occasione del centesimo compleanno di Strehler, abbiamo pensato a un piccolo omaggio: lavorare, del tutto liberamente, su uno dei testi da lui più amati.

“L’eccezione e la regola“, fa parte di quei drammi didattici scritti fra il 1928 e il 1934. In quegli anni Brecht era concentrato su una duplice riflessione: da una parte lo studio del teatro NO e del KABUKI, e dall’altra l’approfondimento del marxismo. Lo scopo dei drammi didattici è quello di coinvolgere gli spettatori in un processo dialettico in cui essi siano sollecitati a prendere una posizione, a schierarsi.

“L’eccezione e la regola”, mette a fuoco la complessità del gesto che un umile “Portatore” compie nei confronti del “Mercante” che lo sfrutta. L’improbabile altruismo del servo a favore del suo padrone scatena una reazione assassina che viene pienamente giustificata da un tribunale corrotto. Il nostro progetto si propone di realizzare uno spettacolo colorato e fantastico come una parabola orientale.

 

DICEMBRE

 

LES QUATRE PETITES FILLES

di Pablo Picasso

 

Con Francesca Benedetti

Regia Antonio Calenda

 

Les Quatre Petites Filles testo scritto nel 1947, è la seconda prova teatrale di Pablo Picasso dopo l’esperienza di “Il desiderio preso per la coda”. Personaggi e ambientazioni risultano apparentemente naturali, ma la “narrazione” procede per accostamenti astratti fra insetti, astri e fiori. Lo spazio è etereo, non c’è posto per la descrizione realistica ma soltanto per l’evocazione di elementi surreali che ci trasportano in mondi incantati.

Nessun’attrice in Italia potrebbe rendere con maggiore versatilità espressiva la parola pittorica di Picasso come Francesca Benedetti. La regia sarà di Antonio Calenda. 

 

ALTRE OSPITALITA’

 

PICCOLI FUNERALI

di Maurizio Rippa

 

Con Maurizio Rippa

Voce Amedeo Monda chitarra

Organizzazione Benedetta Boggio

Produzione 369gradi

 

Spettacolo vincitore alla VI edizione de I Teatri del Sacro - Ascoli Piceno 2019

Piccoli Funerali è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Una dedica che è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da di chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta. Piccoli Funerali è uno spettacolo commovente e dolcissimo, capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.

 

Note dell’autore

 

Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d'amore, l'altro di odio. Quello che amo: Ho iniziato a frequentare un corso di teatro a 18 anni. Più che per vera passione per vincere la timidezza. La passione e l'amore per il teatro sono arrivati subito, ma la timidezza non è andata via. Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento. Nonostante questo non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio sul palco a qualcuno. L'esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione, dedicare il mio lavoro a qualcuno mi alleggerisce, diventa un atto d'amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto, c'è chi fa yoga prima di andare in scena, io dedico il mio lavoro. Amo dedicare! Quello che odio: Odio i funerali. Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo. Così è nato Piccoli Funerali Mi sono venute in mente persone realmente vissute ed altre inventate. Racconto della loro vita, o meglio, la faccio raccontare a loro e dedico ad ognuno di loro una canzone.

 

FAKE SHAKESPEARE

Scritto da: Andrea De Manincor

 

Regia: Solimano Pontarollo

Personaggi e interpreti: Sabrina Modenini, Andrea De Manincor, Solimano Pontarollo, Andrea Manganotto , Sebastiano Pontarollo

Musiche: originali eseguite e cantate dal vivo da Andrea Manganotto

Disegno luci: Francesco Bertolini

Costumi: Beatrice Olocco

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    NATHALIE CALDONAZZO E FRANCESCO BRANCHETTI SONO GLI ATTESI PROTAGONISTI AL TOR BELLA MONACA TEATRO FESTIVAL LUNEDÌ 26 MARTEDÌ 27 E MERCOLEDÌ 28 LUGLIO 2021 CON LO SPETTACOLO PARLAMI D’AMORE DI PHILIPPE CLAUDEL NELLA TRADUZIONE DI DAVID CONATI REGIA DI FRANCESCO BRANCHETTI. LE MUSICHE ORIGINALI SONO DI PINO CANGIALOSI LE SCENE DI ALESSANDRA RICCI...

    Teatro
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    3 giorni fa

    Banlieue", traccia estratta da Brillerà l'EP d'esordio di Valos.

    Roma, 21 luglio - Esce il videoclip di "Banlieue", traccia estratta da "Brillerà", l'EP d'esordio di Valos. Il video è stato interamente girato a Via di Donna Olimpia, quella stessa strada che è stata descritta da Pasolini in "Ragazzi di Vita". A distanza di decenni, per quanto il quartiere intorno sia diventato parte del centro e abbiente, molti...

    Musica
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    3 giorni fa

    ESTATE ROMANA 2021 eventi dal 21 al 27 luglio

    Campidoglio, i nuovi appuntamenti dell'Estate Romana 2021 Dal 21 al 27 luglio Il programma degli eventi dal vivo e digital è disponibile su culture.roma.it, sui canali FB e IG @cultureroma, TW culture_roma e con #CultureRoma e #estateromana2021 Al via una nuova settimana di eventi. Tutte le informazioni sulle iniziative rivolte al pubblico in...

    Arte
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    3 giorni fa

    Roma Visiva 2021

    Roma Culture, online la call per partecipare a "Roma Visiva 2021" C'è tempo fino al 18 agosto per inviare le proposte che costituiranno il programma della rassegna culturale che si svolgerà a settembre alla Casa del Cinema, dedicata alla riscoperta dei talenti femminili che - dall’800 ai giorni nostri - hanno operato nel mondo dell’arte visiva...

    Arte
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    3 giorni fa

    LA VOCE DELLA TERRA 2021

    Terzo anno consecutivo per la rassegna LA VOCE DELLA TERRA, iniziativa ideata e organizzata nei borghi della Valnerina dall’Associazione Visioninmusica, con la direzione artistica di Silvia Alunni. Protagonisti scenografici, come di consueto, saranno i territori di Scheggino, Sant’Anatolia di Narco e Spoleto, con l'aggiunta, in questa nuova...

    Eventi, svaghi e gite
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    3 giorni fa

    Piccola Peste il primo singolo di Flaza

    Roma, 20 luglio Esce per Honiro Rookies Piccola Peste il primo singolo di Flaza, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali. Per la giovanissima artista, “Piccola Peste” è un’autentica canzone-manifesto, in cui l’assenza di regole, la pazzia diventano strumenti di redenzione e autoaffermazione. Flaza esprime tutto questo alternando...

    Musica
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    3 giorni fa

    Nata a Castrovillari 18/07/1996
    Altezza 170
    Occhi marroni
    Capelli castani

    Dialetto calabrese

    Sport pallavolo, tennis, calcio, ping pong

    Hobby canto

    ESPERIENZE PROFESSIONALI

    Speaker radiofonica

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    3 giorni fa

    “My personal Covid” di Luigi Carletti

    Lla cronaca in presa diretta di un viaggio (e ritorno) nell’inferno del virus. Il racconto puntuale dell’evoluzione della malattia, dalle prime cure in casa fino al ricovero al Policlinico Umberto I di Roma , quando il testa a testa con il Covid diventa una lotta per la sopravvivenza. Una storia molto personale che però è anche la storia di tante...

    Libri
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    3 giorni fa

    ANTONELLO COSTA

    ESCE IL 26 LUGLIO CON IL SINGOLO “ CHIEDO IL RIMBORSO ” Esce lunedì 26 luglio su tutte le piattaforme musicali digitali - da iTunes a Spotify - 'C hiedo il rimborso ', la nuova canzone dell’attore comico Antonello Costa – che proprio il 26 luglio festeggerà il suo compleanno - prodotta dalla casa discografica inglese Tilt Music. L'uscita della...

    Musica

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