Evento Gioele Dix TEATRO SALA UMBERTO 02/04/2020

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Gioele Dix TEATRO SALA UMBERTO 02/04/2020

Gioele Dix    TEATRO SALA UMBERTO 02/04/2020
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“L’Odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano”, si dipana nei primi quattro canti del poema, poco frequentati proprio perché il protagonista è assente: a rubargli la scena c’è Telemaco, cresciuto orfano e con madre assai astuta quanto lacrimosa. Ma bando a Freud: quello che interessa a Dix è “solo” il viaggio, interiore ed esteriore, del giovane uomo, ingenuo e spaesato, timido e pauroso, per non dire un po’ ciuccio, con buona pace del grande “sceneggiatore” Omero, che gli mette in bocca frasi pensose, come appunto “vorrei essere figlio di un uomo felice”…. La classicità è una fonte così frizzante e ricca di stravaganze da rendere superflua qualsiasi altra recita nella recita: allo spettatore basta poco per godere di (e insieme con) questi greci poliamorosi e politeisti, disinibiti e goderecci, con un dio sempre a portata di mano, persino nelle sciagure, e l’irrituale capacità di trasformare una celebrazione in una grigliata. Sono i nostri antenati eroici e, proprio per questo,
terribilmente emotivi: quando non fanno la guerra, o l’amore, passano il tempo a piangere.
Camilla Tagliabue, Il Fatto Quotidiano 23 novembre 2018

C’era una bella atmosfera, l’altra sera, al teatro Sociale, per “Vorrei essere figlio di un uomo felice”, monologo di e con Gioele Dix. Il pubblico si è radunato folto nella
sala, riempiendo il Sociale fino alla piccionaia. Un segno di grande simpatia e affetto per l’attore sul palco, figura che sa coniugare vis comica e contenuti colti,
declinati sapientemente. Dix portava in scena un testo, nato due anni fa, come reading intorno ai primi quattro canti dell’Odissea di Omero e poi divenuto qualcosa di nuovo, un viaggio nel viaggio, per esplorare un tema gigantesco: il rapporto tra padri e figli. Un lungo cammino, simboleggiato anche dalla “strada azzurra” nella evocativa scenografia, che parte dalle vicende di Telemaco, il figlio di Odisseo, in cerca del proprio padre e del proprio ruolo del mondo. Con sguardo tenero e bonariamente ironico, il narratore Dix ripercorre le avventure del giovane, i suoi incontri, la ricerca di un padre la cui assenza pesa. Per quante sono le tappe di quella “odissea minore” che è la Telemachia, Gioele Dix ha costruito un susseguirsi di “deviazioni”, di approfondimenti, immediati o meno, con la letteratura e la musica, ma anche con i ricordi personalissimi, fino all’infanzia. Da Gaber, con la canzone “I borghesi”, alla prosa di Paul Auster, dalla Genesi a Milan Kundera, erano tanti i segnali lanciati al pubblico, per raccontare quel legame magico, ma anche doloroso e spesso irrisolto, che lega le generazioni, in un fatale intreccio tra insegnamento e conflitto. L’efficace mix tra
registi e tra letteratura e ricordi ha reso il testo immediato e fruibile per tutti, tra risate e qualche segreta lacrima di commozione…

Categoria
Teatro
Orario
03 Apr 2020 alle 00:00 - 03 Apr 2020 alle 00:00
Luogo
ROMA, SALA UMBERTO RM
Avvenimento
Giornaliero
Amministratori Evento
ANGELA ALESSANDRIS

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