Evento Vuoi giocare con me? Benaglia

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Vuoi giocare con me? Benaglia

Vuoi giocare con me? Benaglia

Una pittura come quella di Benaglia, quando si rivolge al mondo dell’infanzia lo esplora, con delicatezza, con allusioni colte, illuminando problematiche che attendevano da tempo il nostro minuto di attenzione. L’ infanzia è per lui un inesauribile giacimento di miti che trovano nel giocattolo il catalizzatore ideale per manifestarsi e ribadire la loro ancestrale ragione d’essere. Quindi, per Benaglia, il giocattolo è una piccola magia, di cui da una parte insegue la purezza che parla al cuore e dall’ altra studia la traccia antropologica che svela le coordinate del mondo a cui fa capo. Una pittura, quindi, dalla misteriosa profondità di pensiero che si manifesta e si risolve sempre nello stupore: l’infanzia per lui è innanzitutto il binario dei sogni. L’officina di ogni possibile felicità a venire. Illusione allo stato puro.

Alida Maria Sessa. Febbraio 2019

Il tempo di giocare

Quando si gioca all’aria aperta spesso si perde la cognizione del tempo: esplorare il bosco tra muschi e rami contorti, correre a gran velocità finché il fiato ce lo permette, giocare con una barchetta sul mare calmo, rincorrere bolle di sapone e ridere come pazzi. Questo è quello che incontriamo nei dipinti di Benaglia: scorci senza tempo, ritagli di carta e di memoria di giochi che ci facevano sentire liberi e inebriati di fantasia. Davanti alle sue opere torniamo a chiederci ancora se la nostalgia possa essere utile a riscoprire il bambino che è in noi, che si emozionava per il profumo del prato e per una parola scritta con una matita colorata, o se vogliamo lasciarci addosso la corazza dell’adulto che non può più distrarsi con la fantasia e solo nei suoi sogni può continuare a perdersi. I suoi amati quartieri di Roma ci fanno venire voglia di giocare seriamente tra le strade, come in Mosca cieca, andando a ricercare i nostri amici vecchi e nuovi per passare un tempo senza tempo in uno spazio privo di coordinate.

Ilaria Caccia

Enrico Benaglia Le sue ispirazioni nascono dalle cose della vita, ma Benaglia sembra sorvolare sulla drammatica situazione esistenziale dell’uomo affrontandone immediatamente la soluzione. Romantico e sentimentale trasforma i luoghi in atmosfere modificando e costruendo nuove prospettive con proporzioni accattivanti e profondità istintive, riconoscibili, seducenti. Colori manipolati, impastati e stratificati: unici. Un valore aggiunto che corrobora di maggiore saggezza pittorica le sue filosofie immaginifiche. Pittore, disegnatore, incisore, litografo, scenografo, scultore. Dalla pittura alla scultura, nel caso di Benaglia, il passo è incredibilmente breve. La sua corrispondenza nelle due arti è talmente evidente da non lasciare dubbi sulla coincidenza nello stesso autore. Le sue sculture sono figure essenziali che rispecchiano fedelmente i bozzetti che utilizza per i quadri. Singolari giochi di luce sembrano arricchire le forme di un movimento naturale, sempre e comunque sottolineato. Il bronzo acquisisce una qualità visiva strettamente legata alle sue tele dalle quali ogni personaggio sembra fuggito a manifestare la sua tridimensionalità e null’altro di più, visto che poi straordinariamente mantiene la stessa leggerezza ludica, la stessa sensazione plastica e la stessa filosofia che aveva prima di uscire dalla sua bidimensionalità. Francesco Zero Direttore Artistico

Categoria
Mostre
Orario
29 Mag 2019 alle 00:00 - 29 Mag 2019 alle 00:00
Luogo
Roma
Avvenimento
Giornaliero
Amministratori Evento
Riccardo Antinori

Ospiti confermati