Evento MOSTRA ESCLUSIVA CURATA DA SHEPARD FAIREY IN CONTEMPORANEA UN'ISTALLAZIONE DI STEN LEX ALLA GALLERIA DI ARTE MODERNA DI ROMA.

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MOSTRA ESCLUSIVA CURATA DA SHEPARD FAIREY IN CONTEMPORANEA UN'ISTALLAZIONE DI STEN LEX ALLA GALLERIA DI ARTE MODERNA DI ROMA.

MOSTRA ESCLUSIVA CURATA DA SHEPARD FAIREY IN CONTEMPORANEA UN'ISTALLAZIONE DI STEN LEX ALLA GALLERIA DI ARTE MODERNA DI ROMA.

Dal 17 settembre alla Galleria d’Arte Moderna di Roma la mostra esclusiva curata da Shepard Fairey 
“3 Decades of dissent”
Un progetto espositivo ad hoc in cui trenta opere inedite del famoso urban artist dialogheranno con lavori di altri artisti contemporanei della collezione GAM, da lui stesso selezionati
 
 
Roma, 17 settembre 2020. La Galleria d’Arte Moderna di Roma ospiterà dal 17 settembre al 22 novembre 2020 SHEPARD FAIREY / 3 DECADES OF DISSENT, un progetto espositivo esclusivo curato dallo stesso Shepard Fairey, urban artist tra i più conosciuti al mondo, insieme a Claudio Crescentini, Federica Pirani e galleria Wunderkammern.
Sperimentatore assoluto di linguaggi, stili e messaggi politici tramite l’arte, l’artista statunitense Shepard Fairey (Charleston, 1970) ha voluto creare un concept unico e irripetibile appositamente per la Galleria d’Arte Moderna, presentando un nucleo unitario di trenta sue recenti opere grafiche inedite (2019) - con il quale ripercorre molti dei suoi temi di dissenso, tra cui la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente - in dialogo con importanti opere della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina.
 
La mostra, ad ingresso gratuito con la MIC, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e galleria Wunderkammern. É organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. 
Sarà accompagnata da un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, con testi di Maria Vittoria Marini Clarelli, Claudio Crescentini, Federica Pirani, Arianna Angelelli insieme a Daniela Vasta e galleria Wunderkammern.
L’iniziativa fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale.
 
Ad aprire l’esposizione, un’opera che ne circoscrive anche il limite temporale dei tre decenni di dissidenza: una copia autografata di HOPE (2008), una delle opere più celebri di Fairey, in cui l’artista ha ridefinito il volto di Barack Obama, creando l’immagine iconica che ha fatto il giro del mondo, simbolo del primo politico di origini afroamericane a ricoprire la carica di Presidente U.S.A. Lo stesso Obama, in una lettera a Fairey poi resa pubblica, si congratulò direttamente con lui. 
 
L’artista ha da sempre definito il suo stile come politico, audace e iconico, basato sulla stilizzazione e idealizzazione delle immagini, così come dimostrano anche altre opere in mostra, fra le quali la ridefinizione della celeberrima campagna di sticker dal titolo “André the Giant Has a Posse”, con il volto del campione di wrestling disseminato su migliaia di muri delle città americane. “André the Giant”, nella sua versione HENDRIX, sarà presente in mostra insieme a JESSE - con il volto del Reverendo Jesse Jackson - della serie “Brown Power”. In questa opera Fairey adotta esplicitamente il linguaggio visivo dei decenni Sessanta-Settanta e in particolare del movimento Black Power, utilizzando una combinazione di colori pan-africana - rosso, nero e verde - ripresa dai combattenti per la libertà e i diritti degli afroamericani. Così come espresso in un’altra sua opera in mostra, POWER AND EQUALITY dedicata ad Angela Davis, fondamentale attivista del movimento afroamericano statunitense e militante del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America.
 
Anche in questo caso ritorna potente l’iconicità dell’uso del segno di Fairey, sempre molto riconoscibile, anche per essere pura espressione di legami con la tradizione grafica dell’arte dissidente e avanguardista dell’Europa del Novecento. Dal Futurismo al Costruttivismo russo, come nell’opera in mostra GUNS AND ROSES, definita dal gioco linguistico e visivo fra rock - il titolo riprende la denominazione dell’omonimo gruppo musicale - e i simboli pacifisti, specificatamente anni Sessanta, con le rose nei fucili. Il pacifismo quindi, altro tema dominante di Shepard Fairey, che va di nuovo a legittimarsi con la sua (ri)appropriazione della grafica del Modernismo europeo, come nella serie OBEY LOTUS ORNAMENT e in quella, sempre in mostra, della serie MONEY con Lenin, Mao e Nixon. Così come in un’altra opera di forte impatto politico GREETINGS FROM IRAQ, strutturata come una cartolina dove però le “bellezze” dell’Iraq diventano i bombardamenti aerei americani.
 
I personaggi di spicco dell’attivismo politico pacifista e anti-razzista, la volontà di operare e lottare per la pace del mondo e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la lotta contro la violenza sulle donne e l’infanzia violata, la salvaguardia e difesa dell’ambiente. Questi in breve alcuni dei temi politici della nostra contemporaneità perseguiti dall’arte di Shepard Fairey e rivitalizzati dalle sue opere in mostra, con un’idea base, fare dell’arte la legge del “dissenso” politico privato in funzione pubblica. Dissenso attivo e puntuale che va a connettersi, per scelta dello stesso artista, con una serie di “Interferenze d’arte”, ossia rapporti - concettuali, tematici, iconografici - che Fairey stesso, insieme agli altri curatori della mostra, ha voluto intenzionalmente creare per la Galleria, facendo dialogare le sue opere e i suoi temi con le opere della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina, costruendo percorsi visivi che tendono a loro volta verso altri e più personali intrecci visuali con i quali il pubblico potrà interagire e confrontarsi. Un concreto bisogno di sfidare visivamente sé stesso e la propria arte con l’arte del suo e del nostro recente passato. 
 
“Interferenze” perciò fra le sue opere esposte e quelle di altri artisti contemporanei appositamente selezionati dall’artista, insieme al team curatoriale, e allestite, su idea dello stesso Shepard Fairey, in una sequenza unica tramite la quale il pubblico potrà riconoscere molte suggestioni stilistiche e artistiche di Fairey nello specchio dell’arte contemporanea italiana. A cominciare dal gioco di sguardi del “Big brother is watching you” con “Il dubbio” (1907-08) di Giacomo Balla, proseguendo con “Commanda” in dialogo con “Donna alla toletta” (1930) di Antonio Donghi. E ancora: “Exclamation” con “Il Cardinal Decano” (1930) di Scipione; “Jesse” con “L’autoritratto” (1937) di Renato Guttuso; il pugno chiuso di “Obey fist” con il totalizzane “Il Comizio” (1949-50) di Giulio Turcato, in cui le essenze cromatiche delle bandiere rosse si trasformano in forza politica e voce d’artista antagonista. Stessa cosa per il confronto con “Compagni Compagni” (1968) di Mario Schifano. “Guns and Roses” di Fairey si confronterà invece con il “Cannone” di Pino Pascali (1965) nell’altrettanto iconica foto di Claudio Abate; “Proud parents” con “Gli Arnolfini Mazzola at Madmountain” (1978) di Luca Maria Patella; “Nixon Money” con “1) Willy Brandt / 2) Morder von Rechts / 3) Non esiste l’anima?”  (1992-97) di Fabio Mauri. E altri ancora, fino a coprire un ideale arco storico virtuale che va dal XIX secolo all’oggi dissidente di Shepard Fairey. 
 
In mostra per le “Interferenze d’arte” opere di: Claudio Abate, Carla Accardi, Giacomo Balla, Domenico Belli, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Primo Conti, Nino Costa, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Antonio Donghi, Francesco Guerrieri, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Fabio Mauri, Cipriani Efisio Oppo, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Fausto Pirandello, Giuseppe Salvatori, Mario Schifano, Scipione, Mario Sironi, Giulio Turcato e altri.
 
 
 
SCHEDA INFO
 
Titolo mostra SHEPARD FAIREY / 3 DECADES OF DISSENT
 
Luogo Galleria d’Arte Moderna di Roma – via Francesco Crispi, 24
 
Apertura al pubblico 17 settembre - 22 novembre 2020
Orari Da martedì a domenica ore 10.00-18.30  
Giorni di chiusura: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
 
Biglietti Preacquisto consigliato online 
Intero € 7,50; ridotto € 6,50
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale 
Intero € 6,50; ridotto € 5,50
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. 
Ingresso con biglietto gratuito per i possessori della MIC Card
 
Per entrare al museo Attesa del proprio turno a distanza di sicurezza (almeno 1 mt). Misurazione temperatura con termoscanner (non è possibile accedere con temperatura uguale o superiore a 37.5). Esibire il biglietto digitale o la stampa cartacea del print@Home senza passare dalla biglietteria
 
Nel museo E’ obbligatorio l’uso della mascherina. Vietati gli assembramenti. Distanza di sicurezza (almeno 1 mt), ad eccezione delle famiglie. E’ disponibile il gel per mani/guanti. Ingresso ai wc contingentato. Si prega di seguire la segnaletica.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e Wunderkammern Gallery Roma-Milano
 
A cura di Claudio Crescentini, Shepard Fairey, Federica Pirani e galleria Wunderkammern 
 
Catalogo Silvana Editoriale
 
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
 
Info mostra  Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00); www.galleriaartemodernaroma.it
Da Pietromarchi a Shepard Fairey: urban art e installazioni a Villa  Borghese e alla Galleria d'arte moderna • Uozzart
Dal 17 settembre alla Galleria d’Arte Moderna di Roma
lo stile innovativo dei due noti Muralisti italiani
nella mostra “STEN LEX. Rinascita”
In esposizione una selezione di opere e
un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria
 
Roma, 17 settembre 2020. La Galleria d’Arte Moderna di Roma ospiterà dal 17 settembre al 22 novembre 2020 STEN LEX. Rinascita, una mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e galleria Wunderkammern, organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
L’iniziativa, a cura di Wunderkammern, fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale.
 
In occasione della mostra, che presenta una selezione di opere formato medio-grande tra cui stencil poster e stampa su carta con sostegni di ferro, legno e vetro, i due artisti italiani hanno anche realizzato un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria ed è in corso la progettazione di un altro grande stencil poster sulla facciata della GAM che sarà presentato al pubblico successivamente.  
 
Rinascita, rinnovamento e rigenerazione sono solo alcuni dei cardini ideali dello stile innovativo di Sten Lex, pionieri dello stencil poster, che li ha resi tra i muralisti italiani più celebri a livello internazionale.
Le loro enormi figure dai visi sconosciuti e le fitte trame astratte si trovano oggi sui muri di Parigi, New York, Londra, Shangai, Barcellona, Città del Messico, Madrid e Roma. 
Sono lavori dinamici che prendono vita nel tempo e rinascono insieme alle pareti, cambiando aspetto e liberandosi dalle matrici d’origine. Volti giganti sorvegliano indisturbati la strada e i passanti, a volte in luoghi frequentati, altre in angoli urbani nascosti e da scoprire, stencil e poster, frammenti di carta dipinti e attaccati ai muri invecchiano e si modificano, muoiono e si decompongono diventando parte dell’opera stessa. 
 
Il primo è romano, l’altra tarantina, classe ’79-’80. I loro nomi compaiono per la prima volta sui muri romani nel 2001 con forti richiami al cinema, all’arte sacra e alla cultura pop, prima separatamente, realizzando ritratti di personaggi dei b-movies italiani e telefilm americani anni ’70 come Hitchcock, Orson Welles e Bergman. A partire dal 2005, le loro strade e i loro nomi si uniscono, sprigionando il doppio dell’energia e della creatività nelle loro opere. Passando dai volti iconici di francobolli e banconote ai disegni e poster su carta velina, arrivano alla creazione di quella che definiscono Hole School, introducendo la mezzatinta nello stencil, figure optical composte da pixel o linee.
Dal 2010 al 2013, realizzano ritratti di persone anonime su grandi facciate, per lo più studenti e professori ripresi da annuari universitari degli anni ’60-’90: è questo il periodo dove più si allontanano dall’iconografia Pop per dare spazio a personaggi sconosciuti appartenenti alla classe media. 
La costante sperimentazione, che costituisce il segno della loro arte, conduce presto i due artisti all’invenzione dello “stencil poster”, una tecnica basata sulla combinazione di mezzi toni e stencil, che si ispira alle incisioni classiche e alle stampe odierne, designandoli come “incisori del nuovo millennio”. Lo Stencil Poster consiste nell’incollare un poster a parete come fosse carta da parati, ritagliarlo per farne una matrice, dipingerlo e infine lasciare che gli agenti atmosferici, sostituendosi agli artisti, rivelino l’opera finale distruggendo la matrice di carta e facendo emergere il dipinto sottostante. Questo processo va contro l’utilizzo principale dello stencil che è la sua riproducibilità, la matrice decadendo rende l’opera “unica” e non più replicabile, un paradosso della tecnica.
Il loro stile si evolve ancora in maniera sorprendente dal 2013, epoca in cui i due artisti virano dal figurativo verso la composizione di forme, linee e paesaggi astratti, subendo l’influenza di artisti quali Kandinskij, Mirò, Dorazio, Twombly, Sol LeWitt, e Frank Stella ma non abbandonando mai la strada, luogo dove tutto ha avuto inizio.
 
Apprezzati non solo in Italia, nel 2008 vengono invitati da Banksy al suo Cans Festival a Londra e, sempre più richiesti, negli anni seguenti iniziano a lavorare superfici immense creando opere gigantesche per alcuni dei più importanti festival a livello internazionale come il Nuart Festival di Stavanger in Norvegia (2008, 2010), il Living Walls di Atlanta negli USA (2012), il Katowice Street Art Festival in Polonia (2013), il Palma festival a Caen in Francia (2019) e molti altri. Nel 2014, l’Istituto di Cultura Italiano li supporta per realizzare una facciata a Shangai, dal titolo “Vulcano”. Nel 2014 realizzano “Arazzo” al Foro Italico di Roma. Lo stesso anno partecipano a mostre collettive in musei di arte contemporanea come il Maco di Oaxaca in Messico, la Caixa Cultural di San Paolo in Brasile e il Cafa Museum in Beijing.
Tra i loro ultimi progetti è da ricordare la partecipazione alla mostra “Cross the Streets”, al MACRO di Roma nel 2017.
 
 
SCHEDA INFO
 
Titolo mostra STEN LEX. Rinascita
 
Luogo Galleria d’Arte Moderna di Roma – via Francesco Crispi, 24
 
Apertura al pubblico 17 settembre - 22 novembre 2020
Orari Da martedì a domenica ore 10.00-18.30  
Giorni di chiusura: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre
 
Biglietti Preacquisto consigliato online 
Intero € 7,50; ridotto € 6,50
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale 
Intero € 6,50; ridotto € 5,50
Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. 
Ingresso con biglietto gratuito per i possessori della MIC Card
 
Per entrare al museo Attesa del proprio turno a distanza di sicurezza (almeno 1 mt). Misurazione temperatura con termoscanner (non è possibile accedere con temperatura uguale o superiore a 37.5). Esibire il biglietto digitale o la stampa cartacea del print@Home senza passare dalla biglietteria
 
Nel museo È obbligatorio l’uso della mascherina. Vietati gli assembramenti. Distanza di sicurezza (almeno 1 mt), a eccezione delle famiglie. È disponibile il gel per mani/guanti. Ingresso ai wc contingentato. Si prega di seguire la segnaletica.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e galleria Wunderkammern 
 
A cura di Sten Lex
 
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
 
Info mostra  Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00); www.galleriaartemodernaroma.it
Sten Lex. Rinascita | Galleria d'Arte Moderna
Categoria
Mostre
Orario
27 Ott 2020 alle 10:00 - 22 Nov 2020 alle 18:00
Luogo
ROMA
Amministratori Evento
Stefy

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