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CONCERTO GOSPEL DI BENEFICENZA
Altro Natale. Le feste dei senza tetto all’ombra del Colosseo
Emanuela ed Anis sono due ghiri da competizione, e ogni mattina, per
strapparli al letto ci vogliono santa pazienza e reiterate minacce.
E’ di fatto un lunedì normale, ma già meno qualsiasi del
precedente. Il Mago di Oz, uno dei primi centri diurni per l’accoglienza
dei senza fissa dimora a Roma, si avvicina sempre di più al suo
compleanno. Come lui, anche il Ponte, il Barone Rampante e il S. Spirito
spegneranno entro gennaio la quarta candelina, mentre per gli altri
10 centri di accoglienza più giovani si tratterà soltanto
della terza. Tanto è passato dalla firma della prima convenzione
con il Comune per la “Gestione di un centro diurno per l’accoglienza
di persone senza fissa dimora”, e nonostante ve ne sia ancora molta,
parecchia strada è già stata fatta sulla via del “sostegno
e la guida per il recupero delle funzioni di autonomia e autogestione”.
Agli ormai quasi 10.000 homeless della capitale, nei periodi invernali
dell’apertura dei sottopassi, questi centri riescono insieme alle altre
strutture ad offrire complessivamente 1215 posti letto. La maggioranza
è però ancora nei ricoveri religiosi, mentre gli organismi
laici ne garantiscono in tutto poco più di 300. I quattro centri
dell’inizio si sono moltiplicati, e alle attività di base hanno
spesso affiancato altri servizi. Più facile è sicuramente
per quelli che come il Barone Rampante già prima operavano sulle
basi di un consolidato team di volontari e finanziatori. Un po’ meno,
per quelli come il Mago di Oz, dove con 5 milioni d’affitto mensili,
i 394 della Convenzione non sembrano mai abbastanza. “Se il lavoro se
ne limitasse effettivamente alla lettera”- è la condivisa opinione
degli addetti ai lavori -“potrebbero forse anche bastare, ma servizi
offerti e personale necessario ne surclassano di gran lunga i termini”.
Bollette, pasti e costi di gestione sono comuni a tutti, ma le spese
aumentano per quelli che devono pagare anche i locali. Per strutture
che come da convenzione ospitino dai 10 ai 12 residenziali gli affitti
non sono certo uno scherzo: a uno solo, il Ponte, i locali sono stati
concessi dal comune. La voce di spesa sicuramente più ingente,
restano comunque gli operatori. Oltre ai sostituti e a un obiettore
di coscienza, al Mago di Oz sono per esempio già 5. Fossero quanti
previsti dalla convenzione, i bilanci delle strutture sarebbero certo
più leggeri, ma per un servizio operativo 24 ore al giorno, è
difficilmente pensabile coprire i 365 giorni di apertura all’anno con
soli quattro martiri che si immolino per un milione e mezzo al mese.
A ciò si aggiungono poi legali, psicologi e psichiatri, che se
ad onor del vero nella maggior parte dei casi offrono gratis i loro
servigi, in alcuni altri se li fanno invece profumatamente pagare. Calcolatrice
alla mano il conto è presto fatto: tolti i 9 milioni destinati
ogni 3 mesi alle piccole spese degli utenti, i 3 di un affitto ottimisticamente
basso, e i 7 stimati ogni mese per le spese ordinarie, è facile
quindi capire perché a settembre si arrivi sempre con l’acqua
alla gola. “Da quando nel maggio 1999 mi sono imbarcata in questa avventura”
- racconta la responsabile Fernanda Taruggi - “i progetti condotti in
porto dal Mago di Oz sono ormai più di 60, e se la cifra può
sembrare bassa, pensate però che non si parla di numeri ma di
persone avviate al reinserimento”. Rispetto a quelli di prima accoglienza,
l’elemento qualificante l’attività di questi centri è
infatti il percorso concordato con l’ospite, e nel quale l’equipe lo
accompagnerà. Antonella veniva dal marciapiede. Al Mago di Oz,
oltre a un compagno, ha trovato il coraggio di denunciare i suoi sfruttatori
e di rifarsi una nuova vita. Ora, due anni e tanta esperienza dopo,
è saltata dall’altra parte della scrivania e ha iniziato a lavorarci
anche lei. Addirittura limite invece, il caso di Pasquale, sornione
napoletano con trascorsi da brigadiere, che è transitato più
rapido di una meteora. I tempi di permanenza si aggirano di solito intorno
ai due mesi, ma a lui è bastata una settimana. Giusto il tempo
di recuperare un paio di vecchi indirizzi, e poi, via nel suo nuovo
appartamento, a 100 metri da piazza di Spagna e a una rampa di scale
dalla pizzeria dove lavora. Ma non sempre la bacchetta del “Mago” è
cosi fatata, e se per gli insubordinati più renitenti scatta
l’espulsione, per un buon 10% dei casi, fallimento è sinonimo
di fuga. Ragione di questi comportamenti sono spesso le dinamiche di
chi da anni vive per strada, perché senza tetto significa disagi,
ma spesso anche libertà da ogni regola. Come quelle che al di
là della loro pratica funzionalità, adempiono ad un più
sfuggente ma significativo scopo. “Pulire gli spazi comuni e rispettare
gli orari” - spiega Fernanda - “è parte dell’educazione al reinserimento,
perché non c’è intervento che possa prescindere dalla
riacquisizione delle proprie responsabilità”. "Quella che
sfugge alle statistiche “ - continua -“è soprattutto la funzione
affettiva dei nostri centri”. Quasi a conferma delle sue parole, dal
salotto arrivano delle fragorose risate. “Ho capito perché a
Valeria puzzano i piedi: carrozzata com’è, sotto la doccia non
se li bagna neanche!”. E’ Sandro, ci spiega, che da tempo ha smesso
giacca e cravatta, e abbandonata la scrivania di ex direttore di una
grande azienda, è salito sul palco del Mago di Oz. Risiederebbe
due portoni più su, al pensionato dell’Esercito della Salvezza,
ma nonostante col suo volume lo si senta fin qui, preferisce venirci
di persona per stupire quotidianamente la platea coi suoi sempre nuovi
argomenti. Nel suo, come nella maggior parte dei casi, a condurlo per
strada è stata l’esplosiva miscela di dinamiche personali e familiari.
Un abbandono, un matrimonio fallito o la semplice incomprensione coi
genitori: spesso basta così poco per non trovarsi più
un tetto sopra. Facile, quindi, capire come per i più il primo
grande successo consista nel trovare in questi centri una nuova famiglia.
Ma la casistica non si esaurisce certo qui. Mentre Giulio in Italia
ci è stato rispedito dalla polizia americana perché il
permesso di soggiorno lo aveva comprato, e Paola e Maria cercano di
recuperare i loro figli prima della definitiva adozione, è assai
più facile di quanto si pensi ritrovarsi al Mago di Oz anche
semplicemente perché si è perso il lavoro.
AI FIGLI DEI VOLONTARI INTERNAZIONALI L’OSCAR DEL VOLONTARIATO 2001
Ufficio Stampa Volontari nel mondo – FOCSIV Tel. 06 687.78.67 – 687.77.96
Senza perdono non c’è
pace
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Appello urgente Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’appello promosso da varie organizzazioni della società civile(al momento in cui scriviamo non è ancora disponibile la lista completa) e che sarà pubblicato nei prossimi giorni dal quotidiano “il manifesto” L'escalation di violenza in Medio-Oriente sembra non formarsi davanti a niente: dopo le missioni con i carri armati, gli elicotteri e le navi da guerra, ora l’esercito israeliano non ha esitato a servirsi anche dei cacciabombardieri F-16 colpendo soprattutto la popolazione civile palestinese già stremata dalle centinaia di vittime, le migliaia di feriti, le case distrutte e vittima di una paralisi economica che la sta portando a vivere ben sotto la soglia di povertà. Insieme ai lutti, cresce la voglia di vendetta e quindi si va verso una pericolosa deriva dove si combinano una vera e propria guerra a bassa intensità e un moltiplicarsi degli atti di terrorismo. Nessuno può restare inerte nel vedere il degenerare di una situazione che mette ogni giorno di più all'angolo coloro che in Palestina ed in Israele combattono per una pace fondata sulla giustizia, sul diritto e sulla convivenza e collaborazione reciproca. Le organizzazioni della società civile italiana che da anni lavorano per la pace e la promozione sociale in Medio-Oriente, promuovono insieme al quotidiano "Il Manifesto" una raccolta di firme per chiedere alle forze politiche ed ai governi Italiano ed Europeo di adoperarsi con forza affichè cessino immediatamente le violenze e si riprenda la via della diplomazia, assicurando da subito la protezione alla popolazione Palestinese attraverso l’invio di una forza di interposizione delle Nazioni Unite. Ricordiamo il sito dei cooperanti in Palestina (www.tiscalinet.intifada2000.org) e le coordinate della campagna nazionale per la raccolta fondi: conto corrente ad hoc presso la Banca Popolare Etica di Padova (ABI 5018 CAB12100) N. 507080, INTESTATO "SOLIDARIETÀ PALESTINA" Sono già stati individuati alcuni interventi, tra quelli particolarmente urgenti. Si tratta del sostegno ad alcune famiglie della zona di Betlemme ridotte in miseria dal blocco dei Territori; della costruzione o riattivazione di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana; del sostegno ai servizi sanitari a Jenin ed Hebron; della fornitura di plasma alla Banca del sangue di Gaza; dell’assistenza educativa e psicologica ai bambini di Gerusalemme e Jenin. Altre Ong stanno finalizzando le loro proposte. Nuovo indirizzo web della campagna: www.palestinaonline.it
Cancellazione del debito: incertezze sul regolamento applicativo
Il regolamento della legge 209 del luglio scorso che introduce il principio della cancellazione del debito è stato finalmente firmato dal Ministro Visco il 10 gennaio. Dopo più di due mesi dal termine fissato dalla legge, potremo conoscere le modalità concrete con le quali sarà applicato il provvedimento che dovrebbe consentire la cancellazione di 12 mila miliardi di crediti italiani verso i paesi in via di sviluppo. Questa legge è uno strumento avanzato che non sarebbe stato possibile ottenere senza una straordinaria collaborazione tra società civile e Parlamento che ha modificato gli orientamenti espressi inizialmente dal governo. Il regolamento deve ora ricevere la valutazione del Consiglio di Stato prima di giungere alle Camere per un parere sui contenuti . I tempi rimangono quindi incerti ed incombe oramai lo scioglimento delle Camere ed il rischio che non sia possibile completare l'iter legislativo del regolamento. Info: www.unimondo.org/sdebitarsi
Debito e povertà: ci vogliono impegni concreti
Il Presidente del Consiglio Amato ha tenuto il 10 gennaio una conferenza stampa di presentazione del G8, di cui l'Italia ha quest'anno la presidenza e che avrà il suo culmine a fine luglio a Genova con il meeting annuale dei grandi della terra.. Le organizzazioni non governative che seguono le tematiche relative alla finanza ed allo sviluppo internazionali hanno chiesto al governo un impegno concreto per la lotta alla povertà e la cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo, attraverso un approccio innovativo ed efficace basato anzitutto sull'effettiva cancellazione del debito estero dei paesi in via di sviluppo e che coniughi responsabilità, equità e sostenibilità. Info: fmartone@crbm.org, www.unimondo.org/sdebitarsi
Appuntamenti e scadenze 2001
Tramite gli Istituti delle Salesiane di Don Bosco presenti in tutto il
mondo abbiamo attivato la Solidarietà a distanza con vari paesi dell'Africa
(Etiopia, Congo, Zambia, Kenia...), dell'Asia (Korea, Vietnam, Cambogia,
India, Filippine...) e America Latina (Ecuador, Brasile, Argentina, Venezuela,
Guatemala, Messico...).
Come e perchè Sad
Note tecniche