Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis

Domenica, 28 Ottobre 2018

Un dramma quasi esclusivamente al femminile: Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. Ed è lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto.
Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata. Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi . È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni. “A me non mi uccide nessuno”.

Dopo il successo di “Indivisibili”, ecco il nuovo film di Edoardo De Angelis, nato da un soggetto dello stesso regista, anche autore della sceneggiatura insieme a Umberto Contarello. Protagonisti Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio e Marcello Romolo.

Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis si è aggiudicato il “Premio del Pubblico BNL” alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.
Questo film contiene un desiderio - dice il regista - ed è il desiderio di fare un regalo a chi lo guarda. Ora se chi l'ha guardato lo ha anche amato, è il premio più importante. E lo vogliamo dedicare a chi - nonostante tutto - non riesce mai a togliersi il vizio della speranza.

Il premio  è stato assegnato dagli spettatori che hanno espresso il proprio voto sui film in programma nella Selezione Ufficiale utilizzando i sistemi messi a disposizion

Il vizio della speranza  arriverà in sala giovedì 22 novembre 2018, distribuito da Medusa.

IL REGISTA

Edoardo De Angelis, nato nel 1978 a Napoli, a diciannove anni scopre il cinema e gira i suoi primi cortometraggi. Nel 2006 si diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: il suo saggio di fine corso è il corto Mistero e passione di Gino Pacino. Del 2011 è il suo primo lungometraggio da regista, Mozzarella Stories. Nel 2014, con la società fondata con Pierpaolo Verga, la O’Groove, realizza Perez, opera seconda. Nel 2016 dirige Indivisibili, che vince sei Nastri d’argento, otto Ciak d’oro, un Globo d’oro, e riceve diciassette candidature ai David di Donatello, vincendone sei.

 

NOTE DI REGIA

Nel fotogramma passato, presente e futuro. Nessuna presentazione dei personaggi, nessuna divagazione. La storia delle donne e degli uomini è scritta sul corpo: nelle cicatrici il passato, nei gesti il presente, negli occhi il futuro. Il corpo è lo strumento principale della narrazione perché la sua materia mobile esprime la trasformazione dei personaggi; è veicolo tematico in quanto mostra la bellezza ferita di essere umani in attesa di qualcosa o qualcuno, disperati attaccati a un’ultima speranza; infine, il corpo esprime la volontà dell’anima di sovvertire l’ordine della disperazione, attraverso la resistenza e, al momento giusto, la ribellione. Pensate a un inverno freddo, un tempo in cui tutto attorno a noi sembra morto e accendiamo il fuoco per scaldarci, in attesa che cambi. La terra genera, la terra ospita, la terra lascia prosperare e poi sovrasta il corpo morto; il vento soffia sul fuoco e spinge l’acqua del fiume verso la terra, per ravvivarla. La vita si ostina a lottare contro la morte: l’arco del mondo si trasforma attraverso la nascita, la morte e la rinascita. Tutto ciò che resta immobile muore. Ciò che si muove vive. Per chi ha la forza di resistere, il premio è il miracolo del mondo che nasce.