Abbiamo visto 'American Animals' alla festa del cinema di Roma 2018

Sabato, 27 Ottobre 2018

Abbiamo visto American Animals. Questa volta non basta dire se ci è piaciuto o meno. Perchè non è giusto neanche dire ‘abbiamo visto’, il termine esatto è: ‘Abbiamo partecipato’.

Perchè questo è un film che inaugura un nuovo linguaggio filmico, un nuovo modo di narrare una storia che non è una storia perché è una cosa realmente accaduta. Ma è nello stesso tempo la cosa reale sembra un film. Come non pensare a ‘Prendi i soldi e scappa’ di Woody Allen? Ma come immaginare che invece è reale? Non capita spesso di rimanere inchiodati nella poltrona.

Mi sono rialzato come se avessi fatto un lungo viaggio in aereo. Le gambe intorpidite.
Se vi dicono che è un heist movie, tipo Ocean Eleven Fate il vostro gioco, di Steven Soderbergh, remake della pellicola Colpo grosso del 1960, non sbagliano. Ma in realtà è molto di più, perché sarete sbalzati nel centro dell’azione dai racconti dei veri protagonisti dei fatti. Quindi anche un Docufilm, ma il motaggio eccezionale, le inquadrature che passano dai visi degli uomini reali a quelle dell’interprete dei film fanno della storia un tutt’uno che ti fanno urlare: “Che c..zo di pulsante hai schiacciato!!” , quando sbagliano il tasto sull’ascensore.
E’ un film che non si può vedere in tv, con la pubblicità. Anche la colonna sonora ti aiuta ad accendere i neuroni specchio che ti fanno divenire partecipe dei fatti che si snodano sotto i tuoi occhi, dove la rappresentazione della realtà diviene la realtà vissuta dai protagonisti. Inquadrature avvincenti, e il film non è più un film ma lo scorrere della vita reale. E forse sarebbe meglio ancora vederlo in lingua originale, come ho fatto, per sentire le voci vere di chi ha fatto la storia e non il doppiatore.
A Monicelli sarebbe piaciuto, col suo ‘I soliti ignoti’.
Ma c’è ancora di più, perché dalle interviste vengono fuori i caratteri e la totale diversità di questi ragazzi. Uno ricco e sportivo, un artista, un secchione, uno sportivo. Tutti così diversi, tutti uniti alla ricerca di qualcos’altro che dovete scoprire andandovelo a vedere.
E la storia, il plot, non ve l’accenniamo nemmeno perché alla fine è la cosa meno importante.
Del regista, Bart Layton, ne sentirete ripalare.
Il film è vincitore del Premio Rakuten TV al “Miglior Film per la distribuzione digitale”