Abbiamo letto: A rincorrere il vento - '68: il B-side

Mercoledì, 28 Novembre 2018

Il libro scritto a quattromani dalla collaudata coppia di scrittori milanesi Erica Arosio e Giorgio Maimone, esce nell’anno in cui ricorre il cinquantenario del fatidico Sessantotto, ma non ha la pretesa di porsi come un’analisi e una ricostruzione storica di quel periodo. Piuttosto rappresenta una mescolanza di ricordi, pescati qua e la nella memoria, pervasi da nostalgia mista ad amarezza.

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È la testimonianza di due ragazzi come tanti, Anna e Marco, che vissero in quegli anni a Milano. I due amici si rincontrano casualmente, dopo circa mezzo secolo, e si ritrovano a parlare della loro giovinezza.

Una lettura gradevole per chi quel periodo storico lo ha vissuto o per chi è curioso di saperne di più. Scorrendo le pagine del libro il lettore finirà per porsi ancora più domande di quelle che aveva all’inizio: non troverete risposte ma riflessioni e considerazioni sui fatti, una per ogni capitolo.

Attraverso il punto di vista degli autori ci si renderà conto che, se da una parte il ‘68 ha rappresentato un vero e proprio spartiacque tra due epoche, dall’altro è stato espressione di un tumulto e di una ribellione giovanile la cui intensità non trovò sempre risposte adeguate e i cui risultati non furono sempre immediati. 

Ripercorrere quel periodo conduce i protagonisti, oramai maturi, a cercare di dare un senso a certi eventi, un valore ad alcune scelte ideologiche che sono state cardine di un movimento definito rivoluzionario. Ci si muove così tra una pluralità di sentimenti e di idee anche tra loro contrastanti o incoerenti, galleggiando tra utopia e disincanto con una moltitudine di personaggi appartenenti a diversi ceti sociali e di differenti ideologie politiche.

Nel tirare le somme sul movimento, pur riconoscendo alcune contraddizioni ed errori, non si può non considerare la rilevanza e le incredibili conseguenze sulla libertà di pensiero e di espressione che si sono avuti a partire da quegli anni, densi di opportunità, di confronti, di conquiste e di eccezionali produzioni artistiche, letterarie e musicali.

E non importa se la forza, l’entusiasmo e l’energia giovanile sono in parte andati dispersi rientrando nelle righe della grigia e contestata borghesia. Oramai troppe cose sono state messe in discussione perché si possa tornare allo status-quo.

Mai più nulla sarebbe più stato come prima. Molti degli eventi e dei fenomeni culturali degli anni seguenti, fino ai nostri giorni, sono in qualche modo e più o meno direttamente riconducibili a quel periodo storico. Un'interessante testimonianza, per non dimenticare che il ‘68 non è stato solo un movimento collettivo che ha accumunato un’intera generazione in diversi paesi, ma anche l’espressione di eventi storico-politici specifici e determinanti. I riflessi di quegli eventi non possono essere riconducibili in modo semplicistico all’opposizione al capitalismo, alla borghesia e alla famiglia. Il nucleo da cui sono partite le convinzioni e le ideologie ha portato allo sviluppo di libera e feconda espressività in tutti i campi dell’arte e della cultura.

Frammenti di memoria: per prendere coscienza che a volte identificarsi in un ceto sociale e sentirlo proprio è anacronistico, che la lotta di classe non ha più senso, che la classe operaia e la classe borghese possono avere confini molto labili, che molti dei leader che manifestavano accanto a studenti e lavoratori non erano altro che figli di quella borghesia medio alta di cui tanto contestavano i valori (anche per questo crescendo hanno finito per condividerne opportunisticamente i privilegi sociali ed economici); che alcuni di coloro che condivisero la difesa della classe operaia e dei popoli oppressi si sono poi persi nella violenza degli anni di piombo; che libertà sessuale non significa mancanza di pudore e di rispetto per il proprio corpo; che oggi giocare a fare l’intellettuale di sinistra non significa essere alternativo ma è fuori moda; che uguaglianza non significa annullamento della meritocrazia e del senso di responsabilità.

A rincorrere il vento

'68: il B-side
di Erica Arosio e Giorgio Maimone

Il fumo dei lacrimogeni, il finale di Zabriskie Point, le note di Balla Linda, il concerto dei Rolling Stones, l’occupazione del liceo, il primo campeggio libero, i baci rubati e il miraggio della rivoluzione sessuale, sognando Cuba e la California: dalla scatola dei ricordi di Marco e Anna, che avevano quattordici anni nel 1968, affiorano le tessere che vanno a comporre il puzzle di una generazione. L’anno che cambiò il mondo visto attraverso gli occhi di due ex ragazzi che si ritrovano cinquant’anni dopo. E che si scoprono non tanto diversi da com’erano allora. Un romanzo di formazione fatto a mosaico, a macchie su una tela da interpretare. O da lasciare decantare. Per mezzo secolo ancora.

https://www.morellinieditore.it/

 


Autore

cileno