Abbiamo visto: “GLI ALTI E BASSI DI BIANCANEVE” al Teatro Palladium

Lunedì, 03 Dicembre 2018

Andato in scena al teatro Palladium di Roma sabato e domenica 1 e 2 dicembre all’interno del Festival “Flautissimo” con la direzione artistica di Stefano Cioffi, abbiamo visto lo spettacolo “Gli alti e bassi di Biancaneve”, regia scene e costumi di Emma Dante, con Italia Carroccio, Davide Celona e Daniela Macaluso sul palco e Gabriele Gugliara alle luci. Il testo è tratto dalla trilogia “Le Principesse di Emma” (con Anastasia, Genoveffa e Cenerentola e “La bella Rosaspina addormentata”), un volume edito da Baldini e Castoldi e scritto dalla stessa Dante. Il taglio asciutto dello spettacolo, della durata di cinquanta minuti circa punta decisamente al coinvolgimento dei bambini numerosi presenti in sala, chiamati direttamente in causa a dare consigli a Biancaneve e assai divertiti dai problemi di flautolenza di Eolo. Parallelamente la regista non rinuncia ad alcuni tratti tipici del suo teatro come l’uso del dialetto siciliano e qualche allusione al sociale, costruendo un ponte ideale tra infanzia e età adulta come gia palesato dal sottotitolo dello spettacolo “Favola per bambini e adulti”. Cosi i nani sono piccoli minatori che hanno perso le gambe per un’esplosione in miniera e lo specchio della matrigna, forse una delle trovate migliori, diventa un elemento centrale da cui prende origine l’intera vicenda. Sorta di alter-ego simbolico, questo pone il dramma di non corrispondere alle vanitose aspettative della regina-matrigna, ammiccando al pubblico adulto riguardo uno dei nodi della nostra epoca, l’ossessione maniacale verso la propria immagine più esteriore. La trasformazione della matrigna in vecchia altissima suggerisce la visione prospettica dei bambini verso un mondo adulto rispetto al quale sono assolutamente impotenti. Così Biancaneve continua ad accettare tutto ciò che la vecchia le offre fino ad arrivare alla fatidica mela nonostante ogni cosa le procuri malesseri di ogni tipo, in un gioco crudele e perverso al quale però non riesce a sfuggire. La doppia beffa della malvagia matrigna che non riuscendo più da vecchia a ricordare la formula della pozione per tornare alle sue normali sembianze e condannata quindi a rimanere in quello stato, sembra alludere alla strada senza ritorno costituita dalla perdita della propria identità e senso morale. Dato il successo e il tutto esaurito al botteghino è stata aggiunta una replica il sabato sera. Pubblico in sala entusiasta forse leggermente spiazzato dalla brevità dello spettacolo.


Autore

Murzi

File disponibili

Nessun file caricato