Abbiamo visto: CYRANO DE BERGERAC al Teatro Eliseo

Mercoledì, 31 Ottobre 2018

e ci è piaciuto moltissimo. Dal 30 ottobre al 25 novembre 2018

 

Il Cyrano in scena all'Eliseo è una di quelle opere d'arte che rimangono nel cuore e negli occhi, nelle orecchie, nei pensieri, per ore e ore, anche a spettacolo concluso. Lasciano pervasi di meraviglia per quanta bellezza gli uomini e le donne di teatro comunicano al nostro profondo. Uomini e donne di teatro che insieme agli attori e alle attrici pulsanti di energia dalla prima all'ultima scena, danno vita ad altre creature, ad altre anime. Sono anime le architetture che presidiano il palco, lo trasformano, abitano lo spazio in cui si muovono i personaggi, evocano atmosfere; sono anime le sculture che si realizzano davanti ai nostri occhi riempiendoci di stupore come un albero di corde che cresce dal cielo e scende lentamente sulla terra (grazie a Matteo Soltano); sono anime i costumi (grazie a Silvia Bisconti) che vestono le emozioni e ricoprono di colore e materia i personaggi dettagliandoli di luce come in un quadro di Caravaggio; sono anime le melodie e i canti che si alternano ai dialoghi e ne potenziano il significato (grazie Arturo Annecchino e Elisabetta Mazzullo) amplificando le nostre emozioni.

Ben 25 gli attori che si alternano sul palco, e non mancano gli effetti speciali come il volo di Rossana, una bravissima Linda Gennari esaltata anche dagli splendidi  costumi. Impegnativa anche scenografia  che utilizza tre livelli per movimentare la scena.

 Lo strordinario Barbareschi - che sul palco non si risparmia ed infiamma gli animi con la sua superba oratoria, commenta che "Cyrano de Bergerac è un’opera teatrale rivoluzionaria. Il protagonista incarna gli ideali della modernità, gli stessi dogmi di libertà e uguaglianza proclamati dalla Rivoluzione francese e ancor prima dai padri fondatori degli Stati Uniti d’America. Rostand affida alle parole del suo protagonista concetti che sono i pilastri di quello che dovrebbe essere il rapporto tra il singolo e il mondo: la dignità dell’uomo e la libertà delle idee. Ma Cyrano non è un anarchico, è un militare, è un guascone al servizio del Re. Vive all’interno delle regole e pur sfidando De Guiche, lo affronta non a duello ma a parole. Ed è la parola stessa che innesca il meccanismo di redenzione, di riscatto per l’uomo di Richelieu che alla fine sceglierà di combattere al suo fianco. Quella di Rostand è una riflessione amara sulla vita. Cyrano stesso è un eroe perdente che muore senza la spada in mano e senza poter guardare il suo nemico in faccia. È un uomo normale che tende verso l’alto nonostante il suo naso, la sua bruttezza, la sua ‘claudicanza psicologica’. Che cerca di non concentrarsi solo sulla parte peggiore di sé. Rostand scrive con un’ironia meravigliosa la vita avventurosa di questo cavaliere sconfitto, acrobata della parola e funambolo del verso che si batte per affermare la profonda libertà della poesia e che tanto ci ricorda il Don Chisciotte in lotta contro il suo destino. Una drammaturgia straordinaria che racconta la Storia di tutte le storie d’amore. Quando Cyrano descrive con le sue parole le emozioni suscitate da un bacio, la sua capacità poetica di dare forma ai versi è sorprendente, quasi shakespeariana. Assistere a quest’opera è come una meravigliosa seduta di psicanalisi, una rielaborazione emotiva che passa attraverso la parola. Cyrano è uno spettacolo di altissima emotività, è la poesia contro la semplificazione. Ed è bello aver scelto i versi martelliani perché è come una grande opera lirica senza orchestra, e per mantenere la musicalità dei versi bisogna sentire la musica dentro."

 

L'applauso finale per la regista, Nicoletta Roberto Bracciforti - che in occasione dei 100 anni del Teatro Eliseo ha fatto emergere da quest'opera un significato che vuole essere anche un auspicio: " ...più di ogni altra cosa è la parola perfetta, la sua forza di persuasione, che seduce più di ogni bellezza...che spinge gli uomini a voler raggiungere la luna, con mezzi meccanici o slanci fantastici. Perché la fantascienza di cui Cyrano de Bergerac è riconosciuto precursore, non è che una visione del mondo, un'immagine che spinge il mondo a cambiare sul serio, che lo trasforma". Il testo è stato attualizzato, in una nuova traduzione che rispecchia però i versi originali. E allora non resta che rivivere la storia romanzata di Hector-Savinien, il personaggio reale a cui si ispirò Rostand.

 

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CYRANO DE BERGERAC è Luca Barbareschi

 

con Linda Gennari - Duilio Paciello - Thomas Trabacchi - Duccio Camerini - Massimo De Lorenzo e con (o.a.) Valeria Angelozzi, Federica Fabiani, Alessandro Federico, Raffaele Gangale, Federico Le Pera, Gerardo Maffei, Matteo Palazzo, Carlo Ragone, Alberto Torquati

 

insime agli allievi e le allieve del corso di Recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté -Marilena Anniballi, Francesca Antonini, Marco Cicalese, Lia Grieco, Marlon Joubert, Michele Valerio Legrottaglie, Romana Maggiora Vergano, Gelsomina Pascucci, Federica Torchetti

 

Scene Matteo Soltanto

 

Costumi Silvia Bisconti

 

Luci Pietro Sperduti

 

Musiche originali Arturo Annecchino

 

Assistente ai movimenti di scena e maestro d’armi Alberto Bellandi

 

Vocal Coach: Elisabetta Mazzullo

 

Adattamento e regia Nicoletta Robello Bracciforti

 

 

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