Abbiamo visto: LA SCORTECATA di Emma Dante al Teatro India

Mercoledì, 31 Ottobre 2018

Grande interpretazione ieri sera al Teatro India di Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola nei panni di due anziane sorelle a cavallo dei loro cento anni (102 la vecchia, 99 la giovane) che immaginano e raccontano l'incontro d'amore di una di loro con il re.

I due bravissimi attori, per gran parte dello spettacolo in calze e mutande, ci hanno incantato con i loro movimenti tremanti che fanno rivivere le due vecchie nella gara familiare su chi delle due si concederà al re.

Le due vecchie, brutte, rattrappite e grinzose hanno l'occasione di incontrare il re, rimasto incantato dal canto di una delle due.

T'aggio vuluto bene a te!

Tu mm'hê vuluto bene a me!

Mo nun ce amammo cchiù,

ma ê vvote tu,

distrattamente,

pienze a me!...

Con le note di Reginella inizia il loro viaggio nel ricordo delle parole del re che, ignaro di chi realmente si nascondesse dietro la porta della dimora, riesce a strappare loro la promessa di un secondo appuntamento nel quale le diaboliche sorelle propongono di mostrare un solo dito mignolo attraverso il buco della serratura.

La negazione alimenta la passione del sovrano e scatena la gara, sulle note di Come facette mammeta, su chi avrà il dito mignolo più liscio da mostrare al re, preludio di una focosa notte d'amore.

Notte d'amore che alla fine il re ottiene a fronte di una promessa di non guardare mai la 'giovane' alla luce. L'improbabile ed agognata notte d'amore esplode al ritmo di Mambo italiano.

E su le note di Reginella finisce il loro viaggio con la vecchia trasformata in splendida fanciulla (ed è splendida veramente quando spiega i capelli rossi ed un mantello da farfalla).

Ma la sorella non crede alle favole di Giambattista Basile e non ci crede neanche Emma Dante che ci mostra la splendida fanciulla offrirsi in sacrificio al coltello della sorella sulle note di Cammina Cammina di Pino Daniele.

Noi però dopo un'ora di spettacolo siamo conquistati da questa favola sapientemente costruita dalla regista, dal ritmo frenetico degli attori nell'allisciamento del mignolo o nella strepitosa danza d'amore del re e la 'fanciulla', dalla musica dei dialoghi ricchi di dialetto e ironia e dalla poesia delle canzoni della nostra grande tradizione.

E la favola ci racconta la fatica e la bellezza dei rapporti che nascono nella convivenza, e le parole di Reginella ascoltate due volte, la prima volta ci fanno pensare all'incontro con il re e del possibile amore a prima vista, ma la seconda non possono non risuonarci come un omaggio alle due sorelle ed alla vita spesa insieme:

T'aggio vuluto bene a te!

Tu mm'hê vuluto bene a me!

Mo nun ce amammo cchiù,

ma ê vvote tu,

distrattamente,

pienze a me!...

LA SCORTECATA

liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile

testo e regia Emma Dante con Salvatore D’Onofrio, Carmine Maringola, elementi scenici e costumi Emma Dante - luci Cristian Zucaro

Produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con Atto Unico, Compagnia Sud Costa Occidentale

Dal 30 ottobre all’11 novembre al Teatro India Emma Dante affronta Giambattista Basile scegliendo LA SCORTECATA, affresco umano su due solitudini ai margini della società, liberamente tratta da Lo cunto de li cunti overo lo trattenimiento de peccerille, raccolta di cinquanta fiabe in lingua napoletana che l’autore scrisse fra il 1634 e il 1636. Per La scortecata, «trattenimiento decemo de la iornata primma», in scena due interpreti d’eccezione, Salvatore D'Onofrio e Carmine Maringola, che vestono i panni di due vecchie tormentate dal desiderio, ossessionate a tal punto dall’amore per il Re da compiere il più estremo dei gesti: scorticarsi per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Quello creato dalla penna di Giambattista Basile è un mondo affascinante, sofisticato e dalle regole terribili: prendendo spunto dalle fiabe popolari, l’autore inventa personaggi, luoghi e racconti che sembrano sospesi a metà fra i lazzi della commedia dell’arte e i più astratti dialoghi shakespeariani. La lingua pare quasi una partitura metrica: un napoletano nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive che ne rafforzano e ne esaltano la musicalità. Una lingua che cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura. Emma Dante riprende una tradizione del teatro settecentesco per una riscrittura originale, tagliente, spietata: a interpretare le due vecchie sono due uomini, che con magistrale abilità si destreggiano fra gli altri personaggi – il re, la fata... – ricoprendone a turno i ruoli. Si muovono su una scena quasi vuota: due «seggiulelle», una porta a delineare i confini della catapecchia che fa da casa alle due vecchie, un castello in miniatura a suggestione di un sogno soltanto evocato. Le due vecchie, sorelle, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Trascorrono il loro tempo sprofondate nella miseria e nella volgarità, finché non giunge l’inaspettata richiesta del Re, che si è innamorato della voce di una delle due: vuol conoscere la graziosa a cui appartiene quella voce. Allora le due, vittime di un desiderio non ancora sopito, scivolano nella favola volgare che loro stesse mettono in scena: al prezzo di sacrifici, dolori, inganni, ottengono che quella passi una notte d’amore col Re. Ma il Re, al mattino, scopre l’inganno, e la butta giù da una finestra. La vecchia viene salvata da una fata e resa per magia una splendida fanciulla, che ora il Re chiede in sposa. È qui che la penna di Emma Dante interviene puntuale: laddove la scrittura originale voleva che la sorella, invidiosa, accettasse di farsi scorticare dal barbiere nella speranza di competere con la giovinezza ritrovata dell’altra, qui è la stessa vecchia che, dopo la miracolosa trasformazione, «non ci crede cchiù alle favole», e si offre al coltello brandito dall’altra.

TEATRO INDIA_ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma

Biglietteria Teatro di Roma _ tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net

Biglietti: intero 20€ _ ridotto 14€

Orari spettacolo: tutte le sere ore 21.00 _ 8 novembre ore 19.00_ domenica ore 18.00

Durata spettacolo: 60 minuti

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