Abbiamo visto: Opus, di Christos Papadopoulos al Mattatoio

Lunedì, 29 Ottobre 2018

Lo spettacolo che abbiamo visto questo mese, rappresentato in un'unica data al Mattatoio di Roma, nell'ambito di REF18, ha registrato il tutto esaurito.

Il pubblico rapito dai lenti movimenti dei quattro danzatori che entrano sul palco in sequenza, ognuno seguendo le note di uno strumento.

La partitura musicale delll'Arte della Fuga di Johann Sebastian Bach è stata suddivisa in voci da Papapdopoulos, registrando separatamente ogni strumento.

Ogni danzatore ha imparato a memoria la propria parte dove ciascuna nota del proprio strumento è stata associata ad un movimento.

Il risultato è una danza raffinata che 'mostra' la musica nel suo svolgersi, se lo strumento fa una pausa il ballerino si ferma, il contrappunto di Bach diventa visibile: un'esperienza unica.

QUI il video di presentazione

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E' tornato a REf18, dopo aver presentato ELVEDON nel 2016, Christos Papadopoulos, coreografo greco membro fondatore della compagnia Leon and the Wolf, con la quale conduce una ricerca sulla natura del gesto a cavallo tra danza e performance.

Opus, la sua ultima coreografia, indaga la relazione che intercorre tra musica e visione, cercando di fuggire ogni clichè e pantomimica rappresentazione del suono. Ciò che interessa Papadopoulos, infatti, è la ricerca di uno status di verità e di realtà del performer, qui intento a vivere ed esperire insieme al pubblico l’Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach.

Quattro i danzatori in scena per visualizzare questo capolavoro della cultura musicale occidentale, esplorare le nostre reazioni automatiche e impulsive quando ascoltiamo la musica, trascinarci in un luogo immacolato capace di estrarci dalla quotidianità e, contemporaneamente (come nella composizione di Bach), lasciarci percepire un senso del divino incarnato dalla natura, dal corpo e dal suo movimento.

 

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