Ho visto le Donne di Garcìa!

Martedì, 05 Giugno 2018

La scenografia dello splendido chiostro del palazzo del Buon Pastore a Trastevere ricalca un' antica corte spagnola.

 Cornice perfetta per lo srotolarsi delle vicende di un paese andaluso, delle storie sussurrate o gridate delle sue donne, giovani e meno giovani, promesse spose, vedove, comari e donne di mondo.

Il loro gergo variopinto, la loro energia, i loro sgargianti costumi di scena; tutto questo fa da corollario all' espressione più viscerale dell' essere "femmina" attraverso i secoli. Sì perché la Storia va avanti ma troppe volte non fa rima von il progresso e capita che il testo di Federico Garcìa Lorca ci suoni come tragicamente attuale.  

Tutta la storia si dipana tra le crepe di una quotidianità femminile apparentemente convenzionale: funerali, matrimoni, faccende domestiche, feste in piazza. Ma attraverso quelle crepe filtra l' incredibile forza della loro luce, del loro grido di dolore, di ribellione ma soprattutto di gioia di vivere. " Nascere donna è fatica grande, neanche i nostri occhi ci appartengono..." declama la vedova Bernarda, mostrando un candido abito da sposa violato da una scia di sangue vermiglio.

 

La drammaturgia di Paola Maffioletti ricama il testo di Garcìa Lorca e lo esalta di intensità emotiva e picchi a tratti lirici. Le attrici sono tutte straordinarie, non tanto per l' interpretazione quanto per l' autenticitá che ognuna mette nel proprio personaggio. Le travolgenti musiche iberiche, dal tango al flamenco alla Jobi Joba dei Gipsy King finale coinvolgono pubblico e luna nel cielo. Un debutto in piena regola, con tanto di cammei della regista che si muove leggiadra, vestita da gitana, tra le fila della platea. Applausi sinceri  alle Donne di Garcìa!

Qui il video di presentazione, qui l'annuncio.

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