Evento di GLI SPOSI - romanian tragedy

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GLI SPOSI - romanian tragedy

GLI SPOSI - romanian tragedy

Dal 9 al 12 novembre al Teatro India

la coppia di artisti Frosini / Timpano ritrae la coppia Ceausescu, 

trucidati dalla folla nel 1989, dopo 22 anni di tirannia, portando in scena 

Gli sposi - romanian tragedy: storia di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu 

che hanno governato la Romania per oltre un ventennio

 

GLI SPOSI - romanian tragedy
testo David Lescot
traduzione Attilio Scarpellini
regia e interpretazione e riduzione Elvira Frosini Daniele Timpano
disegno luci Omar Scala 

scene e costumi Alessandro Ratti
collaborazione artistica Lorenzo Letizia 

assistente alla regia Camilla Fraticelli
voce off Valerio Malorni 

progetto grafico  Valentina Pastorino
uno spettacolo di Frosini / Timpano

 

Produzione PAV nell'ambito di Fabulamundi Playwriting Europe - Beyond borders?
Gli Scarti, Accademia degli Artefatti, Kataklima teatro
con il sostegno di Institut français Italia, 

Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, 

Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro

 Dal 9 al 12 novembre al Teatro India l’irriverente coppia d’artisti della scena teatrale Elvira Frosini e Daniele Timpano presentano la nuova creazione Gli sposi - romanian tragedy, testo del francese David Lescot, su traduzione di Attilio Scarpellini. Una farsa che diventa tragedia, con linguaggio diretto e ritmicamente incalzante, per rievocare la storia di un’ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu, due dittatori che hanno governato la Romania per oltre vent’anni. 

 

Il più sinistro tra i tiranni dei paesi del blocco comunista e sua moglie, dittatori esaltati e spietati, come dei moderni Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani, hanno seminato la paura nel popolo romeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Una tragedia romena, tratta dal testo di David Lescot, il quale scrive: “Un uomo e una donna. Delle persone molto ordinarie, nella Romania del XX secolo. Entrambi vengono dalla campagna. Un po’ nello stesso modo l’uno e l’altra si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Sono delle creature senza smalto in un mondo senza orizzonte”. 

 

Diretto e interpretato dal duo Frosini/Timpano, lo spettacolo porta in scena una storia d’amore e politica che ha segnato la Storia contemporanea: quella dei coniugi Ceausescu, colti nella loro ordinarietà di uomo e donna, la cui vicenda è raccontata in prima persona dagli stessi personaggi per riflettere più concretamente, e con ghigno storico, sulla fragilità e sulla natura umana, ambiziosa e feroce. «Cosa sappiamo di Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu? Cosa sappiamo della Romania? Sin dal 1989, anno della caduta del Muro e della caduta dei Ceaucescu, la narrazione che abbiamo sentito è stata quella di due dittatori comunisti capricciosi e sanguinari, che hanno seminato il terrore nel popolo romeno, esagerati tiranni che hanno ridotto in ginocchio il loro Paese per oltre vent’anni – così commentano Elvira Frosini e Daniele TimpanoIl testo di David Lescot ne sottolinea la mediocrità, il grottesco e l’assurdo, fino alla fine tragica e ambigua: il processo sommario e la fucilazione davanti alle telecamere il 25 dicembre 1989. Una drammaturgia cartesiana, con un ribaltamento finale e un inizio sufficientemente ambigui da lasciare lo spazio a due autori e attori come noi per una lettura critica ulteriore. Erano così come ce li hanno raccontati? Che ne è stato del Comunismo? E qual è stato il destino della Romania dopo la loro caduta? Abbiamo cercato di voler un po’ di bene a questi due personaggi, descritti come due tiranni cinici e esaltati dal delirio di onnipotenza ma anche come due comuni pensionati, due povere figure anche un po’ tenere e indifese, verso le quali non si potesse non provare una impossibile empatia. Abbiamo cercato quindi di lavorare su un equilibrio tra distanza e vicinanza, e di innestare l’ambiguità in tutta la costruzione scenica, disseminando piccole crepe critiche che potessero innescare domande su questa narrazione monolitica - quella dell’Occidente capitalista, democratico e trionfante - e su noi che, oggi, facciamo parte di essa». 

 

Ancora una volta la compagnia Frosini/Timpano sollecita il pubblico a confrontarsi e a fare i conti con personaggi della nostra storia, figure controverse al potere, scavando nell’anima dei dittatori come in Dux in Scatola, sul trafugamento del cadavere di Mussolini, autobriografia del duce in scena a Villa Torlonia, dove ha realmente dimorato (16/18 novembre); oppure con un Mazzini mummificato in Risorgimento Pop; con il dolente viaggio nell’affaire Moro con Aldo morto (premio Rete Critica 2012 e premio Nico Garrone 2013); con lo spettacolo in cui i morti si moltiplicavano e dilagavano tra noi in Zombitudine; o ancora con il fantasma del colonialismo italiano e del nostro razzismo in Acqua di colonia.

 

Lo spettacolo è una produzione PAV (nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, progetto per la diffusione della drammaturgia contemporanea in Europa), Gli Scarti, Accademia degli Artefatti, Kataklima teatro, con il sostegno di Institut français Italia, Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro.

Gli sposi - romanian tragedy si inserisce nel percorso di Stagione Il passato del presente, fra Italia e Mondo, che ci parla di un passato che troppo spesso ritorna, a volte con le stesse sembianze, altre appena travestito sotto altre forme: la tragedia dell’Afghanistan e ripercorsa, lungo più di un secolo di storia turbolenta e sanguinaria (dal 1842 a oggi), diretta da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani; Va’ pensiero di Marco Martinelli viaggia nel sentimento degli italiani dal Risorgimento a oggi; Copenaghen, ovvero il mistero che c’è dietro la ricerca scientifica fra Europa e Stati Uniti che porto alla confezione della bomba atomica; Dieci storie proprio così fanno da specchio all’Italia delle mafie e della corruzione.

 

TEATRO INDIA_ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma

Biglietteria Teatro di Roma: 

tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net  

Biglietti: intero 15€ _ ridotto 10€ 

Orari spettacolo: 

9 e 10 novembre ore 19

11 e 12 novembre ore 20

 

Categoria
Generale
Orario
09 Nov 2018 alle 19:00 - 09 Nov 2018 alle 19:00
Luogo
TEATRO INDIA_ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Avvenimento
Giornaliero
Amministratori Evento
Redazione

Ospiti confermati